Irene Grandi, in un'intervista rilasciata a Today, ripercorre la propria carriera, spiega perché ha scelto un percorso più indipendente e riflette sui cambiamenti della musica, dal peso dello streaming al significato del successo. La cantautrice parla anche del nuovo album, del tour estivo e degli artisti che continua ad apprezzare.
Irene Grandi (ph. Luca Brunetti)
Con il nuovo album Oro e rosa e un tour estivo, Irene Grandi torna a raccontarsi affrontando temi che vanno oltre la musica. In un’intervista a Today, la cantautrice fiorentina riflette sulla propria carriera, sul cambiamento del mercato discografico e sul significato del successo. Al centro delle sue considerazioni c’è una scelta precisa: privilegiare la libertà creativa rispetto ai risultati commerciali.
🛒💿⚫ CD E VINILI DISPONIBILI SU AMAZONIrene Grandi spiega che intorno al 2011 ha deciso di rallentare dopo circa quindici anni dedicati quasi esclusivamente alla carriera. In quel periodo, racconta l’artista, concerti, registrazioni e promozione avevano occupato tutto il suo tempo, lasciando in secondo piano la sfera personale.
Quella pausa le ha permesso di riflettere sulla propria identità al di fuori del lavoro. All’inizio il cambiamento si è rivelato complesso. Successivamente, però, le ha consentito di ricostruire un equilibrio personale e di capire quale direzione desiderasse seguire, sia nella vita sia nella musica.
Secondo Irene Grandi, oggi il successo non coincide più con grandi numeri, like o streaming. A suo giudizio, questi indicatori rappresentano soltanto una parte della realtà e non descrivono il rapporto autentico tra un artista e il pubblico.
Per la cantante, il valore più importante è la possibilità di esprimersi senza condizionamenti. Inoltre, considera i concerti il luogo in cui si misura davvero il legame con chi ascolta la sua musica. Dopo sei anni trascorsi senza pubblicare un disco, ha scelto di tornare con Oro e rosa, un lavoro che riflette questa nuova consapevolezza.
Uno dei passaggi più netti dell’intervista riguarda l’industria musicale. Irene Grandi osserva che in passato le case discografiche investivano con una prospettiva più ampia, dedicando tempo allo sviluppo degli artisti e alla realizzazione dei videoclip, considerati parte integrante del progetto creativo.
Oggi, invece, descrive un sistema caratterizzato da compensi molto bassi, tempi rapidi e condizioni che, a suo avviso, finiscono per penalizzare gli artisti. Per questa ragione ha scelto di non aderire a un modello che ritiene poco sostenibile per il proprio percorso professionale.
La cantautrice sottolinea anche che lavorare in autonomia richiede un impegno maggiore nella gestione di ogni aspetto organizzativo. Nonostante le difficoltà, considera l’indipendenza una scelta più coerente con il proprio modo di vivere la musica.
Parlando della scena musicale attuale, Irene Grandi evita giudizi generici sulle nuove generazioni. Al contrario, riconosce di apprezzare il percorso di Achille Lauro, citandolo come uno degli artisti contemporanei che segue con interesse.
Allo stesso tempo evidenzia come, rispetto agli anni Novanta, percepisca una minore spinta verso la ricerca di nuove direzioni artistiche. Ricorda infatti che la sua generazione guardava con curiosità alle esperienze internazionali, dal rock all’elettronica, cercando continuamente nuovi riferimenti.
Ripensando al proprio percorso, Irene Grandi indica gli anni Novanta come un periodo particolarmente significativo. Tra gli incontri determinanti ricorda Jovanotti, il primo a credere nelle sue potenzialità dopo Sanremo Giovani del 1994.
Successivamente sono arrivate le collaborazioni con Pino Daniele e Vasco Rossi, che considera fondamentali per la sua crescita artistica. Cita inoltre Francesco Bianconi dei Baustelle, autore di Bruci la città, brano che, a suo giudizio, anticipava alcune caratteristiche sviluppatesi negli anni successivi nella musica pop italiana.
Guardando al futuro, Irene Grandi afferma che prenderebbe in considerazione un ritorno al Festival di Sanremo soltanto davanti a una canzone che ritenga davvero importante. Esclude invece l’idea di partecipare esclusivamente per ottenere visibilità.
Infine distingue il palcoscenico televisivo da quello dei concerti. Continua ad amare l’esibizione dal vivo, mentre osserva che la televisione contemporanea dedica sempre meno spazio alla musica e sempre più ai personaggi e all’intrattenimento. Per questo motivo preferisce concentrare le proprie energie sull’attività artistica e sull’incontro diretto con il pubblico. (La redazione)
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