Alan Sorrenti (press photo)
Nato a Napoli nel 1950 da padre partenopeo e madre gallese, Alan Sorrenti ha costruito la propria identità artistica attraverso incontri, culture diverse e continue trasformazioni musicali. La sua carriera attraversa il progressive rock, la canzone d’autore, il pop internazionale e la ricerca sonora, mantenendo sempre un legame con la sperimentazione. La formazione tra Napoli, il Galles, Londra e Folkestone sulla Manica contribuisce a creare una sensibilità aperta alle influenze britanniche e americane. Nei primi anni Settanta, infatti, Sorrenti guarda al progressive rock inglese e studia nuove possibilità espressive per la voce, ispirandosi anche al cantautore californiano Tim Buckley.
Il debutto discografico arriva nel 1972 con l’album Aria, pubblicato da EMI. Il lavoro riceve il premio della critica discografica per le nuove tendenze come miglior album dell’anno e coinvolge anche il violinista francese Jean-Luc Ponty, noto per il suo contributo all’introduzione del violino elettrico nel jazz. La realizzazione di Aria porta Sorrenti tra Parigi e Nizza. In seguito, grazie al primo contratto con EMI Harvest, l’artista si trasferisce a Roma, città che diventa il punto di partenza per una lunga fase internazionale della sua carriera. Dal disco nasce Vorrei incontrarti, brano che entra nell’immaginario della generazione legata alla contestazione successiva al 1968. Nel 1973 registra a Londra il secondo album Come un vecchio incensiere all’alba di un villaggio deserto, coinvolgendo musicisti della scena progressive britannica. Nello stesso periodo cresce l’attenzione della televisione italiana verso la sua musica, anche grazie al singolo Serenesse.
Nel 1974 esce l’album Alan Sorrenti, che contiene una rilettura di Dicitencello Vuje, classico della tradizione napoletana reinterpretato con elementi psichedelici. Il brano raggiunge la Top 10 italiana e segna un momento di passaggio nella carriera dell’artista. Dopo questa fase, Sorrenti intraprende nuovi percorsi personali e musicali. Nel 1975 viaggia in Senegal, nella regione della Casamance, dove approfondisce il rapporto con il ritmo e con culture lontane. L’anno successivo, insieme al produttore esecutivo Corrado Bacchelli, attraversa l’oceano verso gli Stati Uniti. Dopo una tappa a New York arriva sulla West Coast, dove registra a San Francisco l’album Sienteme it’s time to land. Il disco, pubblicato nel 1976, è cantato interamente in inglese, con l’eccezione del brano Sienteme, scritto e interpretato in dialetto napoletano. La band fusion americana che partecipa alla registrazione accompagna Sorrenti anche nei concerti italiani, con arrangiamenti curati da Mark Isham, compositore americano attivo anche nel cinema.
Dopo il tour, Sorrenti si stabilisce a Los Angeles per cinque anni. In California realizza tre album che rappresentano il periodo di maggiore popolarità della sua carriera. Nel 1977 pubblica Figli delle Stelle, album che contiene l’omonima canzone destinata a diventare uno dei suoi brani più conosciuti. Il pezzo accompagna un cambiamento nei gusti e negli stili di vita in Italia e all’estero. Seguono L.A. & N.Y. nel 1979 e Di Notte nel 1980, entrambi prodotti con la collaborazione del chitarrista e produttore californiano Jay Graydon e con la partecipazione del pianista David Foster. Nel 1979 Tu sei l’unica donna per me, tratto da L.A. & N.Y., raggiunge i primi posti delle classifiche in Italia, Germania, Svizzera e Scandinavia. Il brano vince il Festivalbar all’Arena di Verona. Un anno dopo Non so che darei, contenuto in Di Notte, rappresenta l’Italia all’Eurovision Festival e conclude la competizione al terzo posto.
Nel 1982 Sorrenti pubblica il singolo La strada brucia e l’album Angeli di strada, realizzato tra Los Angeles, Londra e Islanda. Questo periodo segna una scelta artistica più indipendente, lontana dalla ricerca di un modello commerciale preciso. L’artista definisce questa fase come una continua esplorazione creativa, con la musica vissuta come esperienza personale e ricerca interiore. Negli anni successivi l’incontro con il Buddismo di Nichiren Daishonin apre una nuova fase della sua vita. Da questa esperienza nasce l’album Bonno Soku Bodai del 1986, caratterizzato da una dimensione più spirituale. Parallelamente Sorrenti si dedica allo studio della sceneggiatura americana e scrive Mirai, una storia che unisce fantasia, scienza e misticismo. Il progetto rappresenta anche un’occasione per ritrovare nuovi stimoli nella scrittura.
Nel 1992 torna in studio a Londra e realizza, insieme all’editore Toni Verona, l’album Radici. Il progetto propone una nuova versione dei brani più importanti della sua carriera, arrangiati da Matteo Saggese. Dal lavoro nascono anche due brani inediti: Vola ed Esisti tu. Negli anni successivi Sorrenti alterna musica e viaggi, passando dalle riserve della Tanzania ai vulcani dei Caraibi. Dal 1996 frequenta spesso Miami Beach, dove riprende a scrivere nuove composizioni. Nello stesso anno pubblica la raccolta Miami, che include tre inediti. Tra questi figura Kyoko mon amour, brano inserito nel circuito delle discoteche.
Nel 2003 arriva l’album inedito Sottacqua, prodotto con la collaborazione di Dj Alex Neri, Marco Baroni, Alex Castellana e Nick Ardessi. Il disco unisce elementi elettronici, pop e influenze R&B. Dal progetto nasce Paradiso Beach, brano apprezzato dal circuito radiofonico e dai club, che permette a Sorrenti di entrare in contatto con un pubblico più giovane. Nello stesso periodo riprendono i viaggi internazionali, tra Caraibi, Sud Africa, Vietnam, Oman, Sri Lanka e Hawaii. Nel 2014 realizza a New York un remix di Figli delle Stelle insieme al DJ americano Louie Vega, riportando uno dei suoi brani più rappresentativi in un nuovo contesto musicale.
Nel 2017 prende forma un progetto dedicato alla sua produzione musicale dagli anni Settanta. L’iniziativa, sviluppata con Universal, prevede una raccolta in occasione del quarantennale di Figli delle Stelle e una successiva fase dedicata agli anni del progressive. L’obiettivo è ripercorrere il proprio percorso artistico per aprire nuove prospettive creative. Il progetto comprende anche l’idea di un libro in parte autobiografico, dedicato a incontri, emozioni, passioni, viaggi e visioni personali. Nell’ottobre 2022 Alan Sorrenti torna con il dodicesimo album, Oltre la zona sicura, un nuovo capitolo di una carriera costruita attraverso cambiamenti, contaminazioni e ricerca continua. (La redazione)
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