Dopo anni di attesa, la band statunitense The Go pubblica Free Electricity il 4 settembre 2026 per Sub Pop. L'album perduto, registrato a Detroit e prodotto da Matthew Smith, raccoglie dieci brani nati durante intense sessioni in studio. Ecco come nasce l'album rimasto inedito per anni.
The Go (ph. Keith Marlowe)
Dopo essere rimasto a lungo nei propri archivi, Free Electricity della band statunitense The Go sarà pubblicato in tutto il mondo il 4 settembre 2026 da Sub Pop. Il disco, considerato per anni l’album perduto della formazione di Detroit, vedrà finalmente la luce con un’edizione disponibile nei formati CD, LP e digitale.
Sub Pop ha annunciato la pubblicazione di Free Electricity, il secondo album registrato dai The Go ma mai distribuito fino a oggi. Il lavoro comprende dieci brani scritti, composti e arrangiati da Bobby Harlow. Fanno eccezione la traccia di apertura, realizzata insieme a Dion Fischer, e la quinta canzone, firmata con Cary Loren. La produzione e il mix sono stati curati da Matthew Smith. Le registrazioni si sono svolte ai Ghetto Recorders di Detroit con Jim Diamond, mentre il mastering porta la firma di Jim Kissling, effettuato presso Jim Kissling Mastering, sempre a Detroit.
Nel presentare il progetto, Matthew Smith ripercorre la nascita di Free Electricity. Il produttore ricorda di essere diventato un sostenitore dei The Go fin dal loro esordio sulla scena di Detroit nel 1998. Poco tempo dopo gli venne affidata la produzione dei primi due album della band, prima Whatcha Doin’ e successivamente Free Electricity. Secondo il suo racconto, dopo alcuni cambi di formazione e un lungo tour negli Stati Uniti, il gruppo tornò in studio con una nuova serie di composizioni. Le registrazioni ai Ghetto Recorders si svolsero in un clima spontaneo e creativo. Molti brani furono fissati su nastro in uno o due tentativi, mentre la fase degli overdub si sviluppò rapidamente grazie al continuo afflusso di nuove idee.
Matthew Smith spiega che durante il lavoro sulla title track propose una soluzione diversa da quella inizialmente prevista. L’idea era mantenere la chitarra solista costantemente in primo piano, così da ottenere una dinamica più vicina a quella di un ensemble di free jazz che a un tradizionale gruppo rock. Anche il mixaggio seguì questa direzione. Il produttore descrive un suono molto ampio e profondo, costruito seguendo l’evoluzione naturale dei brani. A suo giudizio, il risultato rifletteva le passioni musicali condivise durante quel periodo, con riferimenti al free jazz degli anni Sessanta e artisti come Pharoah Sanders e Sun Ra, più che alla scena rock contemporanea.
Il produttore sottolinea inoltre il contributo di Cary Loren, già membro dei Destroy All Monsters, e di John Olson dei Wolf Eyes, indicandoli come presenze che hanno contribuito a definire l’identità musicale dell’album. Nella sua ricostruzione, Free Electricity rappresenta il risultato di un gruppo di musicisti fortemente ispirati, capace di trasformare le sessioni di registrazione in un’esperienza aperta alla sperimentazione e all’esplorazione sonora. È proprio quello spirito, secondo Matthew Smith, che il disco conserva ancora oggi. Tra le tracce segnalate come centrali del progetto figurano Free Electricity, All Dimensions Are Loose e Secular Century Man. (La redazione)
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