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Atina Jazz Festival 2026, il programma della 40ª edizione tra grandi voci e nuove sonorità

Dal 15 al 19 luglio 2026 torna l’Atina Jazz Festival con la 40ª edizione. In Piazza Marconi cinque serate dedicate al jazz, alla bossa nova, al soul e alla musica contemporanea con Emma Smith, China Moses, Bill Frisell Trio, Irene Fornaciari ed Eliane Elias Quartet.

L’Atina Jazz Festival 2026 celebra la sua quarantesima edizione con un programma che unisce grandi interpreti internazionali, progetti originali e percorsi musicali differenti. Dal 15 al 19 luglio, Piazza Marconi ad Atina ospiterà il Main Stage della manifestazione, con cinque appuntamenti serali dedicati al jazz, alla bossa nova, al soul e alla contaminazione tra generi. La rassegna, nata nel 1986, conferma il legame con la ricerca musicale e con artisti capaci di raccontare il jazz attraverso linguaggi personali. Il cartellone comprende nomi affermati della scena internazionale e musicisti impegnati nella costruzione di nuove forme espressive.

La 40ª edizione di Atina Jazz: cinque serate in Piazza Marconi

Il programma principale prenderà il via il 15 luglio alle 21:30 con Emma Smith, cantante britannica accompagnata da Sam Watts al pianoforte, Conor Chaplin al contrabbasso e Steve Brown alla batteria. Seguiranno il 16 luglio la voce di China Moses con il progetto It’s Complicated, il 17 luglio il trio di Bill Frisell con Thomas Morgan e Rudy Royston, il 18 luglio il concerto di Irene Fornaciari & The Groove Aviators con Soul Connections e il 19 luglio l’esibizione di Eliane Elias Quartet. Il cartellone mette in dialogo tradizione e sperimentazione, proponendo artisti che hanno sviluppato percorsi differenti ma accomunati dalla capacità di trasformare il jazz in un linguaggio aperto.

Emma Smith apre il festival con una voce tra jazz e tradizione britannica

La prima serata vedrà protagonista Emma Smith, interprete che ha costruito la propria carriera tra jazz vocale, arrangiamento e scrittura. Cresciuta in una famiglia di musicisti, ha iniziato il suo percorso artistico nelle big band durante l’adolescenza. Successivamente ha approfondito gli studi in importanti istituzioni britanniche e ha ottenuto diversi riconoscimenti nel corso della sua attività. La cantante ha fatto parte del gruppo vocale The Puppini Sisters e ha collaborato con il progetto itinerante Ronnie Scott’s All Stars. Inoltre, ha condotto programmi radiofonici per BBC Radio 3, consolidando la sua presenza nella scena musicale britannica. Negli anni recenti Emma Smith ha ricevuto importanti premi e candidature, tra cui il riconoscimento come Jazz Vocalist of the Year ai Jools Holland Boisdale Music Awards 2024 e il Parliamentary Jazz Award nella stessa categoria. Il suo percorso discografico ha trovato un momento significativo con l’album Meshuga Baby, accolto positivamente dalla critica e sostenuto da diverse emittenti radiofoniche internazionali. Nel 2025 è arrivato anche Bitter Orange, lavoro che racconta una fase più personale della sua ricerca artistica. Ad Atina sarà accompagnata da Sam Watts, Conor Chaplin e Steve Brown, per un concerto che inaugurerà la nuova edizione del festival.

China Moses porta ad Atina il progetto It’s Complicated

Il 16 luglio sarà la volta di China Moses, cantante, autrice e conduttrice televisiva statunitense. Figlia della regista Gilbert Moses e della cantante Dee Dee Bridgewater, ha sviluppato negli anni un’identità musicale autonoma, muovendosi tra jazz, soul, blues e influenze contemporanee. Con sei album all’attivo e un nuovo progetto intitolato It’s Complicated, China Moses ha costruito una carriera internazionale caratterizzata da una forte presenza scenica e da una continua attività dal vivo. Il concerto di Atina vedrà sul palco anche Insxght alle voci, Ebow “Lox” Mensah alla batteria e Jermo Cornelis a chitarra, sax e voce. La sua musica non segue un’unica definizione stilistica. Il repertorio nasce dall’incontro tra diverse tradizioni e riflette un approccio personale alla composizione e all’interpretazione. China Moses ha scelto negli anni un percorso indipendente, nel quale scrittura, produzione e performance convivono. Il progetto presentato ad Atina rappresenta una nuova tappa di questa ricerca.

Bill Frisell Trio: la chitarra jazz tra improvvisazione e radici americane

Il 17 luglio il festival ospiterà Bill Frisell Trio, formazione guidata da uno dei chitarristi più influenti del jazz contemporaneo. Nato a Baltimora nel 1951, Bill Frisell ha sviluppato una carriera iniziata negli anni Ottanta e segnata da una continua esplorazione sonora. Il suo debutto discografico per l’etichetta ECM arrivò anche grazie al sostegno di Pat Metheny, aprendo una lunga fase di collaborazioni con importanti musicisti. Nel corso della sua attività ha lavorato con artisti provenienti dal jazz, dal rock e dalla musica sperimentale, tra cui John Zorn, Tim Berne, Ginger Baker, Marianne Faithfull ed Elvis Costello. La sua ricerca ha attraversato anche le radici della musica americana, dal country al bluegrass, utilizzando il linguaggio dell’improvvisazione jazzistica. Sul palco di Atina Frisell sarà affiancato da Thomas Morgan al contrabbasso e Rudy Royston alla batteria, con la partecipazione speciale del sassofonista Gregory Tardy. Il trio proporrà un repertorio costruito sull’interazione tra i musicisti, alternando composizioni originali e riletture di brani appartenenti alla tradizione folk e popular. Per Bill Frisell si tratta di un ritorno ad Atina Jazz, dopo le partecipazioni alle edizioni del 1990 e del 1995, che avevano visto il chitarrista collaborare con altri importanti protagonisti della scena jazz internazionale.

Irene Fornaciari & The Groove Aviators: il soul come incontro tra musica e persone

Il 18 luglio l’Atina Jazz Festival ospiterà Irene Fornaciari & The Groove Aviators con il progetto Soul Connections. La cantante, figlia di Zucchero, presenta un percorso musicale legato alle radici del soul, del rhythm and blues, del funk e del rock’n’roll. Il progetto nasce dall’idea di riportare al centro il valore del concerto dal vivo, inteso come momento di condivisione tra artisti e pubblico. Sul palco con Irene Fornaciari ci saranno Matteo Sodini alla batteria, Carlo Romagnoli al basso, Federico Biagetti alla chitarra e voce e Filippo Buccianelli a piano, tastiere, Hammond e voce. Soul Connections non propone soltanto una rilettura del passato, ma cerca un dialogo tra linguaggi diversi. Il repertorio attraversa il soul e l’R’n’B, con aperture verso il rock e altre influenze musicali. La band costruisce lo spettacolo attorno all’energia della performance dal vivo, lasciando spazio all’interazione tra strumenti, improvvisazione e momenti più raccolti. La voce di Irene Fornaciari si muove tra intensità e sensibilità interpretativa, con un approccio che punta a valorizzare il rapporto diretto con la musica e con chi ascolta.

Eliane Elias Quartet chiude il Main Stage con il ritorno alle origini brasiliane

La serata conclusiva del Main Stage, il 19 luglio, sarà affidata a Eliane Elias Quartet. La pianista e cantante brasiliana torna ad Atina Jazz a quarant’anni dalla sua partecipazione alla prima edizione del festival, nel 1986. In quell’occasione aveva condiviso il palco con musicisti come Randy Brecker, Barry Finnerty, Tom Barney e Jukka Votila. La nuova esibizione rappresenta quindi un collegamento tra la storia della manifestazione e il suo presente. Eliane Elias è una delle interpreti più conosciute della musica brasiliana contemporanea, con una carriera che unisce bossa nova, jazz e composizione. Sul palco sarà accompagnata da Marc Johnson al contrabbasso, Leandro Pellegrino alla chitarra e Mauricio Zottarelli alla batteria. Vincitrice di quattro Latin Grammy, Elias ha pubblicato numerosi album e ha costruito un repertorio nel quale convivono la tradizione brasiliana, gli standard jazz e il pop internazionale. Il suo percorso artistico è iniziato con lo studio del pianoforte e si è sviluppato attraverso importanti collaborazioni. Da giovane ha lavorato con Vinicius de Moraes e Toquinho, prima di trasferirsi a New York e collaborare con il gruppo fusion Steps Ahead. Nel corso della carriera ha inciso per diverse etichette internazionali e ha realizzato progetti dedicati a figure fondamentali della musica, tra cui Antonio Carlos Jobim, Chet Baker e Bill Evans. Ad Atina proporrà un concerto dedicato alle sue radici brasiliane, con il suo caratteristico equilibrio tra tecnica strumentale, ritmo e melodia.

Gli appuntamenti After Festival: spazio ai progetti indipendenti e alle nuove ricerche sonore

Accanto al Main Stage, l’edizione 2026 dell’Atina Jazz Festival propone una serie di appuntamenti dedicati a formazioni emergenti, progetti originali e contaminazioni tra generi. Gli eventi After Festival ampliano il programma della manifestazione con percorsi che spaziano dallo swing alla musica elettronica, fino alle nuove interpretazioni del jazz contemporaneo.

15 luglio: Manhattan Swing Band tra tradizione e repertorio dei crooner

Il 15 luglio sarà protagonista la Manhattan Swing Band, formazione nata nel 2012 dall’incontro tra Simone Partigianoni alla voce, Giovanni Colasanti alla batteria e Sergio Caruso al pianoforte. Nel tempo il gruppo ha ampliato la propria formazione con l’inserimento della sezione fiati composta da Settimio Savioli alla tromba e Damiano Drogheo al sax tenore. Il repertorio della band attraversa lo swing tradizionale e contemporaneo, con riferimenti ai grandi crooner internazionali come Frank Sinatra, Nat King Cole, Tony Bennett e Michael Bublé, oltre a interpreti italiani legati alla cultura jazzistica. La formazione proporrà anche un omaggio alla musica di Frank Sinatra, affiancato dai brani più rappresentativi del proprio percorso.

16 luglio: il progetto RPM Trio e il linguaggio del vibrafono

Il 16 luglio arriverà il progetto RPM Trio, guidato dal vibrafonista Claudio Piselli insieme a Luca Pirozzi al basso elettrico e Marco Rovinelli alla batteria. Il nome RPM, acronimo di Revolutions Per Minute, richiama il movimento della ventola del vibrafono, elemento che crea il caratteristico effetto vibrato dello strumento. Il trio sviluppa un linguaggio che unisce jazz, tradizioni percussive afro e influenze soul. Il repertorio attraversa atmosfere vicine al post-bop e al soul-jazz, fino ad arrivare a composizioni originali con richiami mediterranei.

17 luglio: Gloria Trapani presenta Sacred Place

Il 17 luglio sarà presentato in anteprima ad Atina Jazz il progetto Sacred Place, ideato dalla cantante e compositrice Gloria Trapani. Il quintetto comprende Alessandro Del Signore al contrabbasso, Gianluca Manfredonia al vibrafono, Filippo Ferrazzoli alla chitarra e Alessandro Forte alla batteria. Il progetto nasce nel 2025 e raccoglie composizioni originali costruite sull’incontro tra scrittura e improvvisazione. Ogni brano racconta uno spazio personale trasformato in esperienza collettiva, attraverso il dialogo tra cinque musicisti e differenti sensibilità artistiche.

18 luglio: Tulipan e Duale Visual Circus Show tra elettronica e immagini

Il 18 luglio sarà dedicato alla sperimentazione con Tulipan, progetto elettronico di Gabriele Cedrone. La performance combina sound design, sintesi analogica e atmosfere ambient, creando un percorso sonoro vicino alla musica elettronica progressiva e psichedelica. Per l’occasione il progetto collaborerà con Duale, ampliando la dimensione jazz della performance, mentre Visual Circus curerà il visual show e il mapping. L’obiettivo è costruire un’esperienza immersiva nella quale musica e immagini procedono insieme.

19 luglio: Vento tra jazz, musica brasiliana e world music

La programmazione After Festival si concluderà il 19 luglio con Vento, progetto internazionale franco-italo-brasiliano con base a Strasburgo. La formazione nasce dall’esperienza del pianista italiano Davide Petrillo e del chitarrista e poeta brasiliano Fernando Schirr. Il repertorio attraversa diversi ritmi della tradizione brasiliana, tra cui samba, bossa nova, frevo, baião, ijexá, ciranda e maracatu, integrandoli con elementi jazz e testi in portoghese e italiano. Vento racconta la musica brasiliana attraverso una prospettiva contemporanea, unendo ricerca sonora, scrittura e improvvisazione. Il gruppo sta inoltre lavorando a un nuovo album di brani inediti, previsto per l’autunno 2026.

Atina Jazz Festival 2026, un programma tra memoria e nuove direzioni musicali

La quarantesima edizione dell’Atina Jazz Festival propone un percorso che attraversa generazioni e linguaggi diversi. Dalle grandi voci del jazz internazionale alle nuove formazioni dedicate alla ricerca sonora, il programma mantiene centrale il rapporto tra tradizione e innovazione. Il festival conferma così il ruolo di Atina come luogo di incontro per musicisti e pubblico, con una proposta capace di unire storia della musica, sperimentazione e ascolto condiviso. (La redazione)

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