Nel 2013 Cesare Basile pubblica l'album omonimo, nato durante l'esperienza con l'Arsenale e registrato nell'estate 2012. Dieci tracce, collaborazioni con diversi musicisti e un'edizione in vinile con Le ossa di Colapesce. A settembre arriva la candidatura alla Targa Tenco, vinta il 2 ottobre dello stesso anno nella categoria miglior album in dialetto.
Cesare Basile, 2013
Pubblicato nel febbraio 2013, Cesare Basile rappresenta un passaggio importante nella discografia dell’omonimo cantautore italiano. Il disco nasce durante l’esperienza di Basile nell’Arsenale, realtà siciliana impegnata anche sul piano sociale e culturale.
L’album raccoglie dieci tracce e unisce il lavoro musicale del cantautore alla collaborazione con diversi artisti. Nel corso dello stesso anno arriva anche un importante riconoscimento: il disco conquista la Targa Tenco nella categoria miglior album in dialetto.
Basile comincia a lavorare al nuovo progetto durante la sua esperienza con l’Arsenale, Federazione Siciliana delle Arti e della Musica. A partire dal 2011, il cantautore figura tra i principali promotori della fondazione. L’attività dell’Arsenale comprende diverse iniziative legate al sociale. L’esperienza porta anche all’occupazione del Teatro Coppola di Catania, realtà teatrale che avrà un ruolo significativo nel percorso artistico e civile di Basile. Nel corso dell’estate 2012, il cantautore scrive e registra le nuove canzoni. Successivamente, nel settembre dello stesso anno, il progetto arriva alla fase produttiva presso lo Zen Arcade.
Il risultato di quel percorso prende il titolo Cesare Basile, proprio come il suo autore. L’album è il nono lavoro discografico di Basile e l’ottavo realizzato in studio. Il disco contiene dieci brani. La pubblicazione arriva nel febbraio 2013 per Urtovox Records. Il progetto viene inoltre distribuito in vinile da Viceversa Records. La versione in vinile ha una particolarità: si tratta di un doppio album a tiratura limitata che comprende anche Le ossa di Colapesce. La raccolta riunisce canzoni già pubblicate, successivamente riarrangiate durante una sessione acustica.
Il primo singolo estratto dall’album è Parangelia. Il brano accompagna la presentazione del nuovo lavoro e introduce il percorso musicale sviluppato da Basile nel disco. Testi e musiche sono firmati da Cesare Basile, con una sola eccezione. Canzuni Addinucchiata nasce infatti dalla collaborazione con Dina Basso. Al progetto partecipano inoltre Luca Recchia, Massimo Ferrarotto, Rodrigo D’Erasmo, Enrico Gabrielli, Andrea “Fish” Pesce, Marcello Caudullo, Marco Iacampo e Guido Andreani.
Tra le canzoni del disco ci piace segnalare Sotto i colpi di mezzi favori, un brano che conserva ancora oggi una particolare forza espressiva e una evidente attualità. Il testo affronta con tono diretto il tema dei rapporti di potere e delle dinamiche di sudditanza, affidandosi a immagini incisive e a parole che lasciano spazio alla riflessione. Particolarmente significativo è il verso: «I pezzenti allevati a padroni / son la guardia migliore», che sintetizza con efficacia il senso di una critica rivolta a chi finisce per difendere proprio quei meccanismi dai quali trae la propria posizione.
La lavorazione dell’album coinvolge diverse figure della scena musicale italiana. Il disco viene masterizzato a Milano da Alessandro Gengi Di Guglielmo. La copertina, invece, porta la firma di Monica Saso. Il lavoro grafico completa un progetto nel quale Basile mantiene un ruolo centrale sia nella scrittura sia nella composizione.
Il percorso dell’album trova un riconoscimento importante pochi mesi dopo la pubblicazione. Nel settembre 2013, Cesare Basile entra infatti nella rosa dei cinque finalisti della Targa Tenco nella categoria miglior album in dialetto. Il 2 ottobre arriva il verdetto. Basile conquista il premio, superando gli altri finalisti. La vittoria, però, porta con sé una decisione precisa da parte del cantautore. In quel periodo è in corso una forte polemica tra la S.I.A.E. e il Teatro Valle Occupato sul tema dei diritti d’autore.
Il rapporto tra il Premio Tenco e la S.I.A.E. diventa quindi centrale nella vicenda. Basile partecipa alle attività del Teatro Coppola Teatro dei Cittadini, struttura occupata e autogestita. Di fronte alla situazione, il cantautore interviene con una lettera aperta. Basile comunica la decisione di non ritirare la Targa Tenco, collegando la scelta alla posizione assunta nella controversia sui diritti d’autore. La vicenda aggiunge così un ulteriore elemento al percorso dell’album. Cesare Basile resta legato non soltanto alla produzione musicale del 2012-2013, ma anche all’esperienza culturale e sociale che ne accompagna la nascita. (La redazione)
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