Categorie: ARTICOLIPOLITICA

Autistici/Inventati nella lista Usa dei terroristi globali

Autistici/Inventati è stato inserito dagli Stati Uniti nella lista degli Specially Designated Global Terrorists. Washington accusa il collettivo di avere fornito infrastrutture digitali a cellule Antifa e altri gruppi violenti dell’estrema sinistra. Il collettivo respinge le accuse e difende la propria attività per la sicurezza digitale quotidiana.

Gli Stati Uniti hanno inserito Autistici/Inventati (A/I) nella lista degli Specially Designated Global Terrorists. La decisione, annunciata il 26 agosto dal Dipartimento di Stato e dal Dipartimento del Tesoro, introduce sanzioni contro uno dei progetti italiani più longevi nell’ambito dell’hacktivismo e della tutela dell’anonimato digitale.

Washington accusa il collettivo di avere fornito infrastrutture tecnologiche a cellule Antifa e ad altri gruppi violenti dell’estrema sinistra. A/I respinge integralmente le accuse. Il collettivo rivendica invece il proprio lavoro nella fornitura di strumenti per la comunicazione sicura e la cosiddetta autodifesa digitale.

Le accuse degli Stati Uniti

Secondo Washington, Autistici/Inventati avrebbe costruito e gestito infrastrutture digitali utilizzate da gruppi estremisti in diversi Paesi. Tra i servizi indicati figurano email e chat cifrate, hosting, videoconferenze, streaming protetti e strumenti per l’anonimato.

Gli Stati Uniti sostengono che queste tecnologie avrebbero permesso a determinati gruppi di comunicare, organizzarsi e diffondere materiali. Le autorità americane collegano inoltre alcune infrastrutture del collettivo a soggetti accusati di attività violente.

L’Office of Foreign Assets Control (Ofac), l’agenzia del Dipartimento del Tesoro che gestisce le sanzioni economiche, cita anche il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) tra gli utilizzatori delle infrastrutture di A/I. Il Pkk compare nelle liste delle organizzazioni terroristiche di Stati Uniti, Regno Unito e Unione europea.

Washington sostiene inoltre che alcune reti anarchiche e dell’estrema sinistra, ritenute responsabili di sabotaggi contro infrastrutture ferroviarie ed energetiche in Europa, abbiano utilizzato le piattaforme di A/I. Secondo questa ricostruzione, i servizi sarebbero serviti per comunicare, diffondere materiali, rivendicare azioni e condividere informazioni.

La strategia di Washington

Il provvedimento rientra, secondo il testo americano, in una strategia più ampia contro il terrorismo politico di estrema sinistra. Il segretario di Stato Marco Rubio ha presentato la misura come parte della risposta statunitense alle organizzazioni considerate responsabili di violenze, attacchi contro infrastrutture critiche e aggressioni a oppositori politici.

Anche il segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato una linea dura contro i gruppi accusati di sostenere queste attività. Il Dipartimento del Tesoro intende utilizzare gli strumenti economici disponibili per colpire le organizzazioni e le reti che, secondo Washington, contribuiscono al loro funzionamento.

Cosa significa la designazione SDGT

Autistici/Inventati è stato aggiunto alla Specially Designated Nationals and Blocked Persons List dell’Ofac con la sigla SDGT, cioè Specially Designated Global Terrorist. La base giuridica indicata è l’Executive Order 13224, emanato nel settembre 2001 e successivamente modificato. La norma consente al governo americano di bloccare beni e transazioni riconducibili a soggetti accusati di terrorismo o di sostegno materiale, finanziario o tecnologico ad attività terroristiche.

La designazione non coincide tecnicamente con l’inserimento nella lista delle Foreign Terrorist Organizations. Le conseguenze economiche restano però rilevanti.

I beni e gli interessi patrimoniali riconducibili al collettivo presenti negli Stati Uniti, oppure sotto il controllo di soggetti americani, vengono congelati. Inoltre, cittadini e società statunitensi non possono effettuare, salvo specifiche autorizzazioni, operazioni che coinvolgano l’organizzazione. Anche alcune istituzioni finanziarie straniere possono esporsi a sanzioni se facilitano determinate operazioni a favore di soggetti designati.

L’Ofac ha comunque previsto una fase transitoria. Attraverso la General License 36, l’agenzia ha autorizzato fino alle 00.01 del 25 settembre 2026 le operazioni normalmente necessarie per chiudere i rapporti già esistenti con Autistici/Inventati.

Un progetto nato nel 2001

La storia di Autistici/Inventati comincia nel 2001, quando persone e gruppi provenienti dal movimento antagonista e anticapitalista italiano iniziarono a lavorare sull’uso politico delle tecnologie e sulla difesa dei diritti digitali.

Le origini del progetto si intrecciano anche con l’esperienza di Indymedia Italia, piattaforma di informazione indipendente che durante il G8 di Genova rappresentò uno dei primi importanti esperimenti italiani di citizen journalism online.

Da quell’ambiente nacquero Autistici.org e Inventati.org. I due progetti confluirono progressivamente in un’infrastruttura comune, orientata alla fornitura gratuita di strumenti digitali.

L’obiettivo dichiarato consiste nel mettere a disposizione di attivisti, associazioni, gruppi e singoli utenti strumenti per una comunicazione più libera. Tra questi rientrano email, blog, mailing list e sistemi di messaggistica.

A/I punta inoltre a sottrarre questi strumenti al controllo commerciale e ai meccanismi di profilazione delle grandi piattaforme. Il progetto utilizza software libero e licenze aperte e si finanzia attraverso contributi volontari. Il collettivo non presenta una struttura gerarchica tradizionale. Non ha sponsor, coordinatori o un portavoce unico.

Le attività e gli utilizzatori

Nel corso degli anni, le infrastrutture di A/I sono state utilizzate da diverse realtà politiche, sociali e legate all’attivismo digitale.

Alcune persone vicine al progetto hanno inoltre collaborato a iniziative dedicate alla connettività in situazioni di crisi. Tra queste figura Gazaweb, progetto promosso dalla ong ACS per realizzare nodi di comunicazione e hotspot destinati a ristabilire collegamenti Internet nella Striscia di Gaza. Secondo Washington, però, le infrastrutture del collettivo avrebbero avuto anche un ruolo nella comunicazione di gruppi coinvolti in attività violente.

Tra gli episodi citati dagli Stati Uniti figurano sabotaggi ferroviari avvenuti nel 2026 in Francia, Italia, Germania e Paesi Bassi. Washington sostiene che alcune cellule anarchiche abbiano utilizzato i servizi del collettivo per rivendicare gli attacchi e diffondere materiali.

Il Dipartimento di Stato collega inoltre A/I al sabotaggio dell’oleodotto transalpino Tal, avvenuto nel marzo precedente, e ad attacchi contro infrastrutture ferroviarie ed energetiche tedesche.

La risposta di Autistici/Inventati

Il collettivo respinge la ricostruzione americana e contesta alla base la qualificazione delle proprie attività. A/I sostiene di offrire strumenti di autodifesa digitale a persone, gruppi e associazioni che hanno bisogno di comunicare senza sottoporsi ai normali meccanismi di controllo e profilazione delle grandi piattaforme. La posizione del collettivo è quindi netta: la fornitura di strumenti tecnologici per garantire privacy e comunicazioni sicure non coincide con il sostegno alle eventuali attività svolte dagli utenti.

Autistici/Inventati afferma inoltre di non voler interrompere il proprio lavoro. Nella sua risposta, il collettivo contesta le accuse americane e difende il diritto alla comunicazione libera. La questione politica emerge anche nella distinzione che A/I pone tra antifascismo, anticapitalismo e terrorismo. Secondo il collettivo, l’attività politica e la protesta non possono essere automaticamente ricondotte al terrorismo.

Un caso diverso dagli altri soggetti sanzionati

La decisione americana arriva insieme alle sanzioni contro altre realtà definite da Washington come reti terroristiche transnazionali di estrema sinistra. Tra i soggetti indicati figurano Palestine Action e Masar Badil. Il primo è un gruppo britannico noto per azioni dirette contro aziende e strutture legate all’industria militare israeliana. Il secondo è un movimento transnazionale filopalestinese.

Il caso di Autistici/Inventati presenta però una differenza sostanziale. Washington non accusa direttamente il collettivo di avere compiuto un attentato. L’accusa riguarda invece la fornitura di infrastrutture tecnologiche a soggetti considerati coinvolti in attività violente.

È proprio questo il punto centrale dello scontro. Per il governo americano, hosting, anonimizzazione e comunicazioni cifrate possono diventare parte dell’infrastruttura utilizzata da reti terroristiche. Per A/I, invece, fornire strumenti di comunicazione sicura non significa condividere le azioni compiute dagli utenti.

Privacy, tecnologia e responsabilità

Il caso Autistici/Inventati apre quindi una questione che va oltre la singola sanzione. Da una parte c’è la possibilità, per un governo, di colpire anche le infrastrutture tecnologiche considerate funzionali alle attività di gruppi terroristici. Dall’altra emerge il problema della responsabilità di chi fornisce strumenti digitali utilizzabili per scopi diversi.

La vicenda coinvolge così temi come anonimato, privacy, libertà di comunicazione e ruolo degli intermediari tecnologici. La designazione americana porta il confronto su un terreno particolarmente delicato: stabilire fino a che punto chi fornisce una tecnologia debba rispondere dell’uso che altri soggetti ne fanno.

Al momento (29.09.2026 ore 09:47), secondo il testo fornito, il sito di Autistici/Inventati risulta irraggiungibile. La decisione degli Stati Uniti resta quindi destinata ad avere conseguenze non soltanto economiche, ma anche sul futuro di un progetto che opera da oltre venticinque anni nell’ambito della comunicazione digitale e dell’attivismo. (La redazione)

Reset
CD E VINILI DISPONIBILI SU AMAZON.ITIscriviti al canale Telegram di Musicletter.itIscriviti al canale WhatsApp di Musicletter.it

✓ MUSICLETTER.IT è un sito indipendente di musica, cultura e informazione fondato nel 2005 da Luca D'Ambrosio © Tutti i diritti riservati - 29 Agosto 2026

✓ REDAZIONE MUSICLETTER.IT

La redazione cura quotidianamente la pubblicazione di articoli, recensioni, approfondimenti e contenuti editoriali che raccontano il panorama musicale italiano e internazionale, con particolare attenzione alla musica indipendente, ai nuovi artisti e ai fenomeni culturali contemporanei. Il lavoro redazionale si basa su un approccio informativo, critico e indipendente, con l’obiettivo di offrire contenuti affidabili, aggiornati e di qualità. Musicletter.it si distingue per la continuità editoriale e per l’attenzione alla scena musicale alternativa, ai progetti emergenti e alla cultura digitale. La redazione collabora con autori, giornalisti e contributori che condividono la missione del sito: raccontare la musica senza condizionamenti commerciali, valorizzando la pluralità delle voci e delle esperienze artistiche. Per contatti: redazione@musicletter.it oppure musicletter@gmail.com

Google Segui Musicletter.it su Google