Il mercato italiano della musica registrata cresce del 7,3% nel primo semestre 2026 e raggiunge circa 225 milioni di euro. Lo streaming supera 52 miliardi di riproduzioni e vale 179 milioni, mentre il vinile registra un aumento del 18,50%. Stabile il CD, con una crescita dell’1,29% e un fatturato di circa 11 milioni.
Italia, musica registrata
Il mercato della musica registrata in Italia continua a crescere. Secondo i dati diffusi dalla FIMI il 26 agosto 2026, il primo semestre dell’anno si chiude con un fatturato di circa 225 milioni di euro, in aumento del 7,3% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il digitale rappresenta oggi l’80% del mercato. A trainare il settore è soprattutto lo streaming, che nei primi sei mesi del 2026 ha superato 52 miliardi di riproduzioni.
Il comparto ha generato circa 179 milioni di euro, con una crescita del 7% su base annua. In particolare, gli abbonamenti hanno registrato un aumento del 9,45%. L’audio con pubblicità, invece, ha segnato una flessione dell’1,31%.
Tiene meglio il video streaming sostenuto dalla pubblicità, che cresce del 2,73%.
Anche il mercato fisico mostra un andamento positivo. Il comparto rappresenta il 12% del mercato e trova nel vinile il principale motore della crescita.
Le vendite dei dischi in vinile sono infatti aumentate del 18,50%. Il CD mantiene invece una posizione più stabile, con una crescita dell’1,29% e un fatturato di circa 11 milioni di euro.
I dati del primo semestre confermano quindi un mercato in espansione, sostenuto dallo streaming ma anche dal ritorno del supporto fisico, soprattutto attraverso il vinile. (La redazione)
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