Blackstar di David Bowie, l’ultimo album torna in vinile con una ristampa del 2026

Pubblicato l’8 gennaio 2016, Blackstar è l’ultimo album in studio di David Bowie. Registrato a New York con Tony Visconti e un gruppo di musicisti jazz, il disco unisce art rock e sperimentazione. A dieci anni dall’uscita, una ristampa in vinile del 2026 si affianca a una precedente edizione dal prezzo molto più elevato oggi sul mercato

Pubblicato l’8 gennaio 2016, nel giorno del suo 69° compleanno, Blackstar è l’ultimo album in studio di David Bowie. Un lavoro sperimentale, nato dalla collaborazione con il produttore Tony Visconti e un gruppo di musicisti jazz di New York, che ha assunto un significato particolare dopo la morte dell’artista, avvenuta appena due giorni dopo la sua uscita. A dieci anni dalla pubblicazione, il disco torna disponibile in una nuova edizione in vinile del 2026, proposta a un prezzo decisamente più accessibile rispetto a una precedente ristampa.

Blackstar, l’ultimo capitolo discografico di David Bowie

Blackstar rappresenta il ventiseiesimo e ultimo album in studio di David Bowie. Pubblicato l’8 gennaio 2016, segna una delle tappe più sperimentali della fase finale della carriera del musicista britannico.

Il disco arrivò a distanza di quasi tre anni da The Next Day, uscito nel marzo 2013. Quell’album aveva segnato il ritorno di Bowie dopo dieci anni di assenza dalle pubblicazioni discografiche e aveva ottenuto un importante successo commerciale e di critica. Il risultato contribuì a riportare l’artista in studio con maggiore continuità.

Nel 2014 Bowie iniziò quindi a lavorare a nuovo materiale. Tra i primi progetti ci fu Sue (Or in a Season of Crime), un brano sperimentale realizzato insieme alla compositrice e direttrice d’orchestra Maria Schneider. La canzone, registrata tra maggio e luglio, fu pubblicata come singolo nel novembre dello stesso anno e inserita nella raccolta Nothing Has Changed.

Nello stesso periodo, Bowie lavorò anche a un’altra composizione, ‘Tis a Pity She Was a Whore, inizialmente registrata come demo casalinga e successivamente pubblicata come lato B del singolo Sue.

La registrazione a New York e la collaborazione con Tony Visconti

Le prime sessioni di preparazione del nuovo album iniziarono nel giugno 2014 al Magic Shop di New York, lo stesso studio utilizzato per registrare The Next Day.

Bowie lavorò alle nuove composizioni insieme al suo storico produttore Tony Visconti, al batterista Zachary Alford e al pianista Jack Spann. Nei mesi successivi proseguì lo sviluppo dei brani, dedicandosi anche alla realizzazione di nuove demo.

Un passaggio importante arrivò nel giugno 2014, quando Bowie e Visconti assistettero a un’esibizione del quartetto jazz guidato dal sassofonista Donny McCaslin al 55 Bar, nel Greenwich Village di New York. La formazione comprendeva anche il batterista Mark Guiliana, il pianista Jason Lindner e il bassista Tim Lefebvre.

L’energia e l’approccio musicale del gruppo colpirono Bowie, che decise di coinvolgere i quattro musicisti nella realizzazione del nuovo disco. Alla fine del 2014 il quartetto venne ufficialmente scelto come formazione principale per le registrazioni.

La scelta rappresentò un cambiamento significativo rispetto ai lavori precedenti. Fatta eccezione per Visconti, infatti, Blackstar fu il primo album dai tempi dei Tin Machine, nel 1989, realizzato da Bowie con una formazione completamente nuova rispetto a quella del disco precedente.

Oltre ai quattro musicisti del quartetto, parteciparono alle registrazioni anche il chitarrista Ben Monder e il musicista James Murphy, che contribuì alle percussioni. Nel dicembre 2014, i componenti della formazione ricevettero le demo preparate da Bowie in vista delle sessioni di registrazione previste per l’inizio del nuovo anno.

Un incontro tra art rock e jazz sperimentale

Dal punto di vista musicale, Blackstar si distingue per un’impostazione ancora più sperimentale rispetto a The Next Day. Il disco combina atmosfere dell’art rock con elementi jazz, elettronica e soluzioni sonore meno convenzionali.

Durante la lavorazione, Bowie ascoltò anche artisti appartenenti a mondi musicali differenti, tra cui Kendrick Lamar e Death Grips. Queste influenze contribuirono a definire un linguaggio sonoro particolare, nel quale la componente jazzistica assume un ruolo centrale.

I testi affrontano temi legati alla morte e alla fine dell’esistenza. Diversi brani adottano prospettive narrative riconducibili a personaggi morti o in procinto di morire. Un aspetto che, dopo la scomparsa del musicista, ha alimentato nuove interpretazioni dell’intero progetto.

La copertina, realizzata dal grafico Jonathan Barnbrook, presenta una grande stella nera. Nella parte inferiore compaiono cinque segmenti a forma di stella che, accostati, compongono il nome Bowie.

La scaletta comprende anche Lazarus, brano proveniente dall’omonimo musical del 2015, scritto da Bowie insieme al drammaturgo irlandese Enda Walsh. Nell’album sono presenti inoltre nuove versioni di Sue (Or in a Season of Crime) e ‘Tis a Pity She Was a Whore, entrambe pubblicate originariamente nel 2014.

Il successo e il significato dell’ultimo album

Prima dell’uscita dell’album furono pubblicati due singoli, Blackstar e Lazarus, entrambi accompagnati da videoclip.

Il 10 gennaio 2016, appena due giorni dopo la pubblicazione del disco e il giorno successivo al suo 69° compleanno, David Bowie morì dopo aver affrontato privatamente una malattia durata 18 mesi. La notizia cambiò inevitabilmente la percezione dell’album.

Tony Visconti descrisse Blackstar come un ultimo regalo dell’artista ai propri fan. Molti ascoltatori e critici iniziarono a rileggere i testi, il titolo e gli elementi grafici della copertina alla luce della scomparsa di Bowie, individuando riferimenti alla sua condizione e alla consapevolezza della fine.

Sul piano commerciale, il disco ottenne risultati importanti in numerosi Paesi. Dopo la morte del musicista raggiunse la vetta delle classifiche britanniche e conquistò il primo posto della Billboard 200 statunitense, diventando l’unico album di Bowie a ottenere questo risultato. Fu inoltre il quinto album più venduto al mondo nel 2016.

Anche la critica accolse molto positivamente il lavoro, considerandolo uno degli album musicalmente più impegnativi della produzione di Bowie degli ultimi decenni. I riconoscimenti arrivarono anche sul fronte dei premi: Blackstar vinse tre Grammy Awards e, nel 2017, il Brit Award come album britannico dell’anno.

Negli anni successivi, numerose pubblicazioni lo hanno inserito tra i migliori dischi del 2016 e tra le opere più significative degli anni Dieci. La sua importanza è stata ulteriormente rivalutata nel tempo, anche per il modo in cui la musica e i testi sembrano dialogare con l’ultimo periodo della vita dell’artista.

Blackstar in vinile: la ristampa del 2026 e i prezzi su Amazon

Per gli appassionati di David Bowie e del supporto analogico, su Amazon sono attualmente disponibili due edizioni in vinile di Blackstar, con una differenza di prezzo particolarmente evidente.

La prima è una precedente ristampa, ancora disponibile e non fuori produzione, il cui prezzo al momento della stesura di questo articolo supera i 350 euro per copia. Si tratta di una cifra decisamente elevata, soprattutto considerando la disponibilità di una nuova edizione.

La seconda è la ristampa del 2026, proposta in vinile nero a un prezzo molto più accessibile, che attualmente si aggira intorno ai 40 euro.

Le due edizioni rappresentano quindi alternative molto diverse per chi desidera aggiungere l’ultimo album di David Bowie alla propria collezione. La ristampa del 2026 consente di acquistare il disco senza affrontare le cifre richieste per la precedente edizione.

Di seguito i riferimenti alle due versioni disponibili su Amazon:

  • Precedente ristampa in vinile: disponibile su Amazon, con un prezzo superiore a 350 euro al momento in cui scriviamo.
  • Ristampa 2026 in vinile nero: disponibile su Amazon, con un prezzo di circa 40 euro a oggi.

I prezzi indicati sono quelli rilevati al momento della stesura dell’articolo e possono variare in base alla disponibilità e alle condizioni di vendita.

Blackstar, l’ultimo capitolo di David Bowie torna in vinile

In definitiva, Blackstar rimane una delle opere più significative della fase finale della carriera di David Bowie. Un album che, grazie alla sua ricerca musicale e alla profondità dei temi affrontati, ha assunto un valore ancora più particolare dopo la scomparsa dell’artista. La ristampa in vinile del 2026 rappresenta quindi un’occasione interessante per chi desidera riscoprire questo lavoro o aggiungerlo alla propria collezione, senza dover affrontare i prezzi particolarmente elevati richiesti per alcune delle precedenti edizioni. (La redazione)

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