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Road Trip è il debutto dei madrileni Beat Bronco Organ Trio | Recensione

Road Trip è il debutto dei madrileni Beat Bronco Organ Trio | Recensione
Metti insieme tre pesi massimi della scena funk/soul di Madrid rispettivamente su organo Hammond, chitarra e batteria, aggiungi una dose abbondante di vintage grooves e sapori vecchia scuola, mescola bene a ritmo di soul-jazz, rhythm n blues e funk, e otterrai i Beat Bronco Organ Trio, gruppo formato nel 2018 e che si è successivamente fatto le ossa sui palchi e festival della Spagna e oltre.

Dopo un 45 giri uscito nel 2019 su Rocafort Records e andato ormai sold out da tempo, la band ha appena pubblicato per la stessa etichetta il suo album di debutto Road Trip, un tributo alla tradizione del soul-jazz che strizza l’occhio a maestri come Jimmy Smith e Jimmy McGriff ma senza rinunciare a quel pizzico di carattere proprio. Uscito esclusivamente in vinile e digitale, niente CD, questo disco è composto da 9 brani strumentali originali e 1 cover cantata, Hey Hey, originalmente del musicista di New Orleans Dave Bartholomew e qui trasformata in un brano mod/R&B ad alto tasso di ballabilità con Alberto Palacios Anaut alla voce.

Le strumentali di Road Trip però non sono da meno, e alternano languidi momenti di midtempo soul come Easy Baby, funk uptempo in stile blaxploitation come Beat Bronco, classico soul-jazz anni ‘60 come Crispy Time e Under Pressure o sfumature di dub psichedelico come in Electro Pi, una di due tracce in cui appare Chip Wickham come ospite al flauto. I Beat Bronco Organ Trio non inventano forse nulla di nuovo, ma rendono onore ad una ricca tradizione di musica e nel farlo, hanno prodotto un album che è un vero piacere. (Adaja Inira)

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