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Guignol – Luna Piena e Guardrail, 2020 | Recensione

Guignol - Luna Piena e Guardrail, 2020
Si chiama Luna piena e guardrail il nuovo album firmato dai Guignol di Pier Adduce. Tra cantautorato e post punk, il lavoro è figlio di una band rinnovata che vede alla sezione ritmica di Paolo Libutti al basso e Michele Canali alla batteria, alla chitarra elettrica di Antonio Marinelli, insieme a Maurizio Boris Maiorano, all’organo, piano e tablet.

Tante le canzoni notturne nel disco. L’attitudine della scrittura di Adduce è naturalmente oscura, ma in questo caso siamo proprio di fronte a un intento dichiarato fin dal titolo del disco.

Gli ingredienti sonori sono quelli che fanno riferimento a tutta la palette del rock’n’roll, con qualche tentazione psichedelica che si materializza piuttosto spesso, per esempio in brani come Zio zio o Via Crucis, che parla di lavoro e sfruttamento.

Del resto è sempre dalla parte degli ultimi che si schierano i Guignol, con rabbia sanguigna o con malumore strisciante, ma sempre con la chitarra in mano. Il blues è spesso il collante di canzoni come Le Bonheur.

C’è spazio anche per un riferimento nobile alla canzone d’autore italiana, con la cover di Se potessi di Luigi Tenco, reinterpretarla fino a regalarle una faccia rock.

Gli anni passano sulle corde dei Guignol ma nonostante i cambiamenti non riescono a spegnere la passione, anzi aggiungono ulteriore forza ed esperienza a canzoni che sanno scavare a fondo, senza maiperdere di vista la realtà, descritta a volte in modo brutale ma sempre con poesia. (Sante Filipepi)

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