L’afrobeat dei Kokoroko con «Could We Be More»

Quindici tracce che passano in rassegna sonorità e ritmi dell’Africa occidentale e dei Caraibi con un approccio jazz, elegante e contemporaneo.

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I Kokoroko sono una delle formazioni più rappresentative della nuova scena jazz londinese.

La band, guidata da Sheila Maurice-Grey e Onome Edgeworth, è un vivido esempio del futuro della musica britannica che hanno conquistato immediatamente con appena sette brani, che hanno totalizzato oltre 60 milioni di stream solo su Spotify. La loro Abusey Junction del 2018 è diventata un caso mediatico e un successo virale raro nella scena jazz contemporanea.

Dopo gli EP Kokoroko del 2019 e Baba Ayoola / Carry Me Home del 2020, il collettivo londinese ha finalmente deciso di dare alle stampe il suo primo lavoro discografico sulla lunga distanza. Si intitola Could We Be More ed è un album ambizioso, in cui ogni canzone mette in risalto l’energia e il talento dei Kokoroko che, ancora una volta, dimostrano di muoversi abilmente tra afrobeat, highlife, soul e funk.

Quindici tracce che passano in rassegna sonorità e ritmi dell’Africa occidentale e dei Caraibi con un approccio jazz, elegante e contemporaneo. (La redazione)

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