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Il duo italiano di jazz sperimentale Varv debutta con Lowlands

Primo album del duo italiano di jazz sperimentale composto da Andrea Cappi alle tastiere e Francesco Mascolo alla batteria.

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Lowlands è il primo album del duo italiano di jazz sperimentale Varv, composto da Andrea Cappi alle tastiere e Francesco Mascolo alla batteria, anche se ambedue i musicisti hanno diverse uscite all’attivo in altre formazioni. 

In Lowlands i due si distaccano dal loro background di jazz classico, per esplorare nuovi territori sonori, tra parti scritte e improvvisate, tra indie rock, psichedelia, elettronica e progressive, nel corso di 8 brani strumentali. 

L’album è un accattivante viaggio sonoro che parte con Drizzle, dove melodie di synth e trame elettroniche creano un’atmosfera irrequieta, come sull’orlo di un’ebollizione, con costanti cambi di ritmo e colore.

In All Fullness la tromba dell’ospite Matteo Pontegavelli dona un effetto di pienezza, come del resto suggerisce anche il titolo, e contemplazione, sopra un tappeto sonoro quasi ambient che si sviluppa attraverso motivi ripetuti. 

L’album continua con Permeability e Childhood, entrambe tracce con una spiccata ricchezza emotiva, la prima utilizzando ritmi sincopati e transizioni fluide per simboleggiare il cambiamento costante, mentre la seconda ci riporta a ricordi nostalgici attraverso melodie semplici e ponderate. 

Gli arrangiamenti acustici ed elettronici si combinano in maniera armoniosa, fornendo una profondità musicale unica, ben rappresentato in Limestone, un brano ipnotico sospeso a metà tra chill wave, synth pop e indie.

In White Kitten il duo esplora toni contrastanti, da un lato il titolo rimanda alla purezza del gattino bianco, e dall’altro la musica crea un effetto dissonante attraverso l’uso di ‘rumore bianco’ e una apparente mancanza di melodia.

Ready Arteries e Kings of Weno concludono l’album su note dinamiche e maestose, il primo con ospite Daniele Nasi al sax, il secondo con un intro di synth che si sviluppa in un crescendo che poi rimane a mezz’aria. 

Lowlands è un lavoro intellettuale e di avanguardia, che distorce il jazz e mostra la capacità di questi due musicisti di prendere il largo pur mantenendo una coerenza rispetto al punto di partenza.  (La redazione)

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