La storia di Bill Fay, cantautore inglese nato a Londra nel 1943 e scomparso nel 2025. Dai primi album con Deram alla riscoperta negli anni Novanta, fino al ritorno discografico con Life Is People e all’ultimo lavoro Countless Branches. Un percorso unico nella musica contemporanea.
Bill Fay (press photo)
Bill Fay è stato uno dei cantautori inglesi più appartati e coerenti della sua generazione. Nato nel 1943 e scomparso nel 2025, ha attraversato oltre cinquant’anni di musica mantenendo uno stile personale, lontano dalle mode e dai riflettori. La sua parabola artistica, inizialmente interrotta e poi lentamente recuperata, rappresenta uno dei casi più significativi di riscoperta critica nella musica britannica contemporanea.
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Bill Fay nacque il 9 settembre 1943 nel nord di Londra, città in cui visse per tutta la vita. Dopo il diploma frequentò un college in Galles, dove studiò elettronica. Fu in quel periodo che iniziò a scrivere canzoni, utilizzando pianoforte e harmonium come strumenti principali. La scrittura musicale nacque quindi in un contesto intimo e autodidatta, lontano dai circuiti professionali e guidato da una ricerca personale più che da ambizioni commerciali.
Nel 1967 pubblicò il suo primo singolo, Some Good Advice e Screams in the Ears, per l’etichetta Deram. A questo debutto seguirono due album fondamentali: Bill Fay nel 1970 e Time of the Last Persecution nel 1971. Nonostante la qualità artistica, le vendite furono limitate. Dopo l’uscita del secondo disco, Fay venne escluso dal catalogo dell’etichetta. La sua carriera discografica si interruppe bruscamente, segnando una lunga fase di silenzio pubblico.
Negli anni Novanta, l’opera di Bill Fay iniziò a ottenere un’attenzione crescente, soprattutto in ambienti critici e tra musicisti. Questo interesse portò alla ristampa dei primi due album nel 1998, seguita da una nuova edizione nel 2005. La riscoperta rappresentò un momento decisivo, perché riportò alla luce un catalogo che per decenni era rimasto ai margini, pur continuando a circolare in modo sotterraneo.
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Nel 2004 venne pubblicata la raccolta From the Bottom of an Old Grandfather Clock, contenente demo incise tra il 1966 e il 1970. Poco dopo, nel gennaio 2005, vide finalmente la luce Tomorrow, Tomorrow & Tomorrow, registrato tra il 1978 e il 1981 e accreditato al Bill Fay Group. Nel 2010 uscì Still Some Light, una doppia raccolta che univa materiale storico e nuove registrazioni casalinghe. Queste pubblicazioni contribuirono a consolidare il suo status di autore di culto, dimostrando una continuità creativa rimasta intatta nel tempo.
Nel 2012 Bill Fay pubblicò Life Is People, il suo primo album di inediti dal 1971. Il disco segnò un ritorno inatteso e accolto con grande attenzione. Seguirono Who Is the Sender? nel 2015 e infine Countless Branches, pubblicato il 17 gennaio 2020. Quest’ultimo rimase l’ultima testimonianza discografica ufficiale della sua carriera.
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Nel corso degli anni, numerosi artisti e band hanno reinterpretato le sue canzoni, portandole su palchi internazionali e in contesti diversi. Brani come Be Not So Fearful, Plan D e I Hear You Calling sono stati eseguiti dal vivo e incisi da musicisti appartenenti a generazioni e scene differenti. Queste riletture hanno contribuito a diffondere ulteriormente il suo lavoro, rafforzandone il valore e la rilevanza nel tempo.
Bill Fay è morto a Londra il 22 febbraio 2025, all’età di 81 anni, a causa di complicazioni legate al Parkinson. La sua scomparsa ha chiuso una carriera discreta ma profondamente influente.
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La storia di Bill Fay dimostra come la musica possa superare l’oblio e trovare nuovi ascoltatori anche a distanza di decenni. Il suo percorso, segnato da silenzi e ritorni inattesi, resta un esempio di coerenza artistica e di fiducia nel valore della scrittura. Oggi il suo catalogo appare come un corpo unico, capace di parlare a epoche diverse senza perdere autenticità. (La redazione)
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