I Tinariwen pubblicano Hoggar, un album che recupera le radici del desert blues, più correttamente tishoumaren, e coinvolge giovani musicisti tuareg. Tra tradizione, identità culturale e nuove collaborazioni, il collettivo rafforza il proprio ruolo nella scena musicale internazionale.
Tinariwen, Hoggar, 2026
Con l’uscita di Hoggar, pubblicato il 13 marzo 2026 per Wedge, i Tinariwen proseguono il loro percorso musicale rinnovando profondamente il proprio linguaggio. Il collettivo tuareg, attivo tra il sud dell’Algeria e il nord del Mali, propone un lavoro che intreccia passato e presente, mantenendo saldo il legame con la cultura nomade del Sahara. Allo stesso tempo, il nuovo album coinvolge una generazione più giovane di musicisti, rafforzando la continuità di una tradizione musicale e identitaria che resta centrale.
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Hoggar segna un ritorno consapevole alle radici artistiche dei Tinariwen, recuperando l’atmosfera delle prime composizioni nate attorno ai fuochi nel deserto. In questo contesto, le chitarre acustiche e il canto collettivo assumono un ruolo centrale, creando un suono essenziale ma ricco di sfumature. Inoltre, il disco si sviluppa attraverso groove ondulati e ritmi sincopati, elementi che da sempre caratterizzano il cosiddetto desert blues. Tuttavia, rispetto ai lavori precedenti, emerge una maggiore attenzione alla dimensione comunitaria, che diventa il fulcro dell’intero progetto musicale.
Un aspetto rilevante del nuovo lavoro è la presenza di ospiti internazionali come José González e Sulafa Elyas, che contribuiscono ad ampliare la tavolozza sonora dell’album. Tuttavia, il contributo più significativo arriva dal coinvolgimento diretto di giovani musicisti tuareg. Di conseguenza, Hoggar si configura come un punto di incontro tra esperienze diverse, dove i membri storici del collettivo assumono il ruolo di guida. In questo passaggio simbolico, la musica diventa uno strumento per trasmettere valori culturali e mantenere viva una tradizione di resistenza e identità.
Considerati pionieri del desert blues, o più correttamente tishoumaren, i Tinariwen hanno costruito nel tempo una reputazione internazionale grazie a un linguaggio musicale che unisce elementi tradizionali tuareg e influenze rock occidentali. Fondato alla fine degli anni Settanta da Ibrahim Ag Alhabib insieme ad altri membri storici, il gruppo ha iniziato a diffondersi globalmente nei primi anni Duemila. Nel corso della loro carriera, hanno ottenuto riconoscimenti importanti, tra cui un Grammy Award nel 2012 per l’album Tassili. Pertanto, il nuovo lavoro non rappresenta soltanto un’evoluzione artistica, ma anche una riaffermazione del loro ruolo come custodi e innovatori di una tradizione musicale unica.
Con Hoggar, i Tinariwen dimostrano ancora una volta la capacità di rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie radici. L’album, infatti, mette in luce una visione che unisce memoria e futuro, tradizione e apertura verso nuove influenze. In definitiva, il progetto consolida il ruolo del collettivo come punto di riferimento per la musica tuareg contemporanea, evidenziando l’importanza della trasmissione culturale e della collaborazione tra generazioni. (La redazione)
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