Intervista a Peppe Servillo, tra musica, teatro e narrazione

In questa breve intervista, Peppe Servillo parla di disciplina, svolte artistiche e della tradizione come un viaggio continuo, mostrando la musica come un piacere nobile che ispira crescita in un mare magnum di note e parole senza tempo. Buona lettura.

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Voce intensa, sguardo ironico, presenza scenica che unisce eleganza e profondità, Peppe Servillo è da oltre quarant’anni uno dei protagonisti più originali della musica d’autore italiana. Cantautore, attore, narratore, ha costruito un percorso artistico libero, fuori dalle etichette, attraversando linguaggi diversi con una coerenza rara. Autodidatta, ha trasformato la curiosità in metodo e la contaminazione in identità, portando sul palco e sullo schermo un’idea di arte fatta di racconto, memoria e visione.

Con la Piccola Orchestra Avion Travel ha dato vita a un universo musicale raffinato e teatrale, capace di mescolare jazz, canzone d’autore e suggestioni internazionali. Dalla vittoria al Festival di Sanremo del 2000 con Sentimento fino ai progetti più recenti, il suo lavoro si muove tra tradizione e ricerca, tra parola e suono, mantenendo sempre al centro l’emozione e la narrazione.

In questa intervista di Luca D’Ambrosio, Servillo racconta il suo percorso, le svolte artistiche, i nuovi progetti e il ruolo che la musica può avere in un tempo complesso e in continua trasformazione. Un breve dialogo che guarda al presente senza dimenticare il passato, e che prova a immaginare, con sensibilità e consapevolezza, il futuro della canzone e della cultura. (La redazione)

Intervista a Peppe Servillo © 2026 di Luca D’Ambrosio

(Luca D’Ambrosio) – La tua carriera è iniziata come autodidatta e si è sviluppata tra musica, teatro e cinema. Quanto ha contato la libertà di non avere schemi nella costruzione della tua identità artistica e quanto, invece, la disciplina del lavoro quotidiano?

(Peppe Servillo) – La libertà di non avere schemi mi ha sicuramente aiutato ma la disciplina nel lavoro è molto importante. Ritengo che metodo e costanza siano fondamentali!

(Luca D’Ambrosio) – Con la Piccola Orchestra Avion Travel hai attraversato generi e linguaggi diversi, mantenendo però uno stile riconoscibile. Oggi, guardando a quel cammino, quale pensi sia stata la vera svolta artistica del gruppo?

(Peppe Servillo) – A parte l’incontro con gli Avion Travel, miei compagni di viaggio da più di 40 anni, sicuramente l’aver incontrato Lilli Greco, storico produttore della RCA degli anni ‘60, persona illuminata ed illuminante.

(Luca D’Ambrosio) – Hai lavorato spesso tra canzone d’autore e contaminazioni jazz, rendendo omaggio anche a figure come Domenico Modugno. Che cosa significa per te “tradizione”: un punto di partenza, un rifugio o una continua sfida?

(Peppe Servillo) – La tradizione è a mio avviso un continuo viaggio di andata e ritorno, non una sfida, un luogo accogliente che vale sempre la pena ogni tanto frequentare e che ancora oggi ci sorprende e c’insegna tanto.

(Luca D’Ambrosio) – Negli ultimi anni hai portato avanti nuovi progetti e collaborazioni. Quali sono le idee e i lavori che ti stanno appassionando oggi e quale direzione immagini per il futuro del tuo percorso artistico?

(Peppe Servillo) – Non ci sono progetti che mi appassionino più di altri. Mi piace collaborare con artisti che abbiano delle idee e che siano se possibile artisticamente ed umanamente sulla mia linea d’onda. Per quanto riguarda il percorso artistico futuro spero di poter continuare a lungo e con curiosità a bagnarmi in quel mare magnun composto di note, e parole che è per l’appunto la musica.

(Luca D’Ambrosio) – In un tempo segnato da crisi ambientali e cambiamenti globali, quale ruolo può avere la musica? Può davvero contribuire a cambiare in meglio il pianeta, creando consapevolezza e nuovi immaginari collettivi?

(Peppe Servillo) – Non credo che la musica crei una coscienza e consapevolezza maggiori, la musica crea occasioni attraverso le quali indirettamente ciò può avvenire, di per sé resta pur sempre un piacere nel senso nobile della parola a cui noi diamo una narrazione.

Peppe Servillo al Premio La Mia Terra 2026

L’intervista a Peppe Servillo, realizzata da Luca D’Ambrosio, è stata realizzata in occasione della seconda edizione del Premio La Mia Terra, tenutasi il 22 e 23 marzo 2026 al Teatro Giordano di Foggia. (La redazione)

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