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I Gang, dal punk al folk rock italiano: una storia tra musica e impegno

I Gang dei fratelli Marino e Sandro Severini nascono nella scena punk marchigiana e si ispirano ai Clash con dischi come Tribes' Union, Barricada Rumble Beat e Reds. Negli anni il gruppo passa all'italiano e sviluppa un originale incontro tra rock, folk e tradizione popolare. A partire da Le radici e le ali ai progetti più recenti, quella della formazione di Filottrano è una storia musicale legata alla memoria e ai temi sociali.

Nati nelle Marche alla fine degli anni Settanta, i Gang hanno attraversato più stagioni della musica italiana. Il gruppo, guidato dai fratelli Marino e Sandro Severini, è partito dal punk per sviluppare nel tempo un proprio percorso tra rock, folk e musica popolare. Al centro sono rimasti i temi sociali, politici e legati alla memoria.

Dalle Marche a Londra

La storia dei Gang comincia negli anni Settanta, quando Marino e Sandro Severini, originari di Filottrano, formano il loro primo gruppo. Il progetto prende inizialmente il nome di Paper’s Gang. L’esperienza della scena punk marchigiana accompagna i primi passi della formazione.

Un passaggio importante arriva con il viaggio dei due fratelli a Londra. Qui entrano in contatto con la scena musicale e sociale della capitale britannica. In particolare, il punk inglese mostra loro un legame diretto tra musica, disagio sociale e rivendicazione dei diritti.

I Clash diventano il principale riferimento musicale. Al ritorno in Italia, i fratelli Severini iniziano a studiare e organizzare i propri testi. I primi brani nascono in inglese e risentono dell’influenza di London Calling e Sandinista!, due album dei Clash che contribuiscono a orientare il percorso della band.

I primi album e l’influenza del punk

Nel 1984 arriva Tribes’ Union, primo album autoprodotto dei Gang. Il disco contiene otto brani e mantiene una forte impronta punk. Allo stesso tempo, emerge l’influenza di Billy Bragg, artista capace di unire elementi del punk e della tradizione folk.

I testi affrontano temi legati alla politica, al potere e alle difficoltà della vita quotidiana. La stampa specializzata accoglie favorevolmente il lavoro. L’album raggiunge inoltre l’ottavo posto nel referendum della critica della rivista Musica e Dischi.

Due anni dopo esce Barricada Rumble Beat. Il gruppo conserva l’uso della lingua inglese, ma il suono comincia a cambiare. Entrano elementi rhythm and blues e riferimenti alla black music. Inoltre, le tastiere ampliano la struttura musicale della band.

La svolta verso il folk rock

Alla fine degli anni Ottanta i Gang iniziano a cercare un rapporto più stretto con la tradizione popolare. Nel 1989 pubblicano Reds e firmano un contratto con la CGD. La formazione si amplia e accoglie strumenti come sax, violino e flauto.

All’inizio degli anni Novanta arriva una scelta decisiva: i Gang passano all’italiano. La nuova direzione nasce dalla volontà di affrontare temi sociali e politici legati alla realtà del Paese attraverso una lingua immediatamente comprensibile.

Il risultato prende forma nella trilogia composta da Le radici e le ali del 1991, Storie d’Italia del 1993 e Una volta per sempre del 1995.

Il gruppo integra chitarre acustiche, violino, fisarmonica, armonica e strumenti a fiato. Il rock incontra così la musica popolare italiana. Questa fase contribuisce a collocare i Gang tra i gruppi legati allo sviluppo del folk rock e del combat folk italiano.

Le radici e le ali e Storie d’Italia

Con Le radici e le ali i Gang definiscono con maggiore chiarezza la nuova identità musicale. Il disco guarda alla tradizione e affronta questioni internazionali e sociali.

Nel 1993 arriva Storie d’Italia, prodotto artisticamente con Massimo Bubola. L’album concentra l’attenzione sulla storia italiana e sulle lotte sociali. Tra i brani figura Eurialo e Niso, che riprende la vicenda dei due giovani combattenti narrata da Virgilio nell’Eneide.

Il percorso prosegue con collaborazioni con musicisti e artisti come Andrea Mei, Antonello Salis, Mauro Pagani, Daniele Sepe e David Riondino. La musica dei Gang diventa così sempre più aperta a contributi esterni.

Musica, memoria e storia italiana

Il rapporto tra musica e memoria assume un ruolo centrale nella produzione del gruppo. Nel 1995 la trilogia italiana si conclude con Una volta per sempre. I brani affrontano figure e vicende della storia italiana, dalla Resistenza alla figura di Pier Paolo Pasolini, fino ai cambiamenti politici del Paese.

In seguito, i Gang sviluppano ulteriormente questa direzione con Fuori dal controllo. Il disco racconta dieci personaggi considerati fuori dagli schemi del proprio tempo. Tra questi figurano Giordano Bruno, Davide Lazzeretti, Pier Paolo Pasolini, Pino Puglisi, Sacco e Vanzetti e Ilaria Alpi.

Nel 2000 esce Controverso. L’album comprende anche un intervento poetico di Erri De Luca e il brano Paz, dedicato ad Andrea Pazienza.

Gli anni Duemila tra collaborazioni e nuovi progetti

Nel 2001 nasce il progetto Gang City Ramblers, che porta sullo stesso palco i Gang e i Modena City Ramblers. Il progetto unisce due generazioni legate al combat folk e al rock.

Nel 2004 i Gang collaborano con La Macina per Nel tempo e oltre cantando. Il progetto rielabora repertori delle due formazioni. La musica popolare incontra così il rock dei Gang in una rilettura reciproca dei brani.

Nel 2006 arriva Il seme e la speranza. Il disco guarda alle radici contadine italiane e alla memoria della Resistenza. La registrazione coinvolge anche il batterista Paolo Mozzicafreddo, che muore il 19 giugno dello stesso anno, a 31 anni.

Il ritorno in studio

Dopo una serie di concerti, collaborazioni e progetti dal vivo, nel 2014 i fratelli Severini tornano con un album di inediti. Si tratta di Sangue e cenere, prodotto da Jono Manson.

Il progetto nasce anche grazie a una campagna di crowdfunding. La raccolta supera ampiamente l’obiettivo iniziale. Per il disco viene inoltre costruita una nuova formazione, con musicisti italiani e internazionali.

Nel 2016 arriva Calibro 77, raccolta di reinterpretazioni di undici canzoni degli anni Settanta. Il progetto recupera brani legati alla formazione musicale dei fratelli Severini.

Gli ultimi progetti

Nel 2020 i Gang realizzano un nuovo crowdfunding per Ritorno al fuoco, ancora prodotto da Jono Manson. La campagna coinvolge 1.611 co-produttori e raccoglie 72.945 euro.

Nel 2023 il gruppo avvia un altro progetto finanziato dal pubblico. Nasce Fra silenzi e spari, diretto artisticamente ancora da Jono Manson. Il disco propone nuove registrazioni di dodici brani originariamente pubblicati tra Le radici e le ali e Controverso.

Tra i materiali collegati al progetto figurano anche Quanto amore (Omaggio a Claudio Lolli), dedicato a Claudio Lolli, e Re-Incanto, con nuove versioni di brani provenienti da Sangue e cenere e Ritorno al fuoco.

Una storia costruita tra rock e tradizione

Il percorso dei Gang parte dal punk e attraversa diverse forme del rock. Nel tempo, però, la band sviluppa un rapporto sempre più stretto con la musica popolare italiana.

La scelta di passare dall’inglese all’italiano segna uno dei momenti centrali della loro storia. Da quel passaggio nasce un repertorio che lega musica, storia e temi sociali. I fratelli Marino e Sandro Severini restano il nucleo della formazione e il punto di continuità di un percorso iniziato nelle Marche alla fine degli anni Settanta.

Conclusione

I Gang hanno costruito nel tempo un percorso musicale coerente, nato dal punk dei Clash e sviluppato attraverso il rock, la canzone d’autore e la tradizione popolare. Al centro della loro produzione restano coscienza, memoria, impegno sociale e attenzione alle ingiustizie.

I fratelli Marino e Sandro Severini hanno mantenuto una precisa identità artistica, adattando il linguaggio musicale senza abbandonare i temi che hanno accompagnato la band fin dagli esordi. Il risultato è una storia che lega musica e cultura e che ha portato i Gang a occupare un posto riconoscibile nel panorama musicale italiano. (La redazione)

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