Il disco in evidenza: Alamo, 2026, Jack Bugg

Jake Bugg torna con Alamo, il settimo album in uscita il 13 novembre 2026 per Thirty Tigers. Anticipato da Never Can Tell, il disco raccoglie undici brani e segna un ritorno alle radici folk e rock, tra riflessioni personali, amore, solitudine, rinascita e una scrittura più matura.

Jake Bugg prepara il ritorno discografico con Alamo, il suo settimo album in studio. Il disco uscirà il 13 novembre 2026 per Thirty Tigers e sarà anticipato dal singolo Never Can Tell. A 32 anni, l’artista guarda al proprio percorso con una scrittura più matura. Il nuovo lavoro riporta inoltre al centro le radici folk e rock che hanno caratterizzato la sua musica.

Alamo, un ritorno alle origini folk e rock

Alamo raccoglie undici brani e nasce dalla collaborazione con i produttori Jimmy Hogarth e Steve McKewan, entrambi pluripremiati ai Grammy. Hogarth ha lavorato con artisti come Anohni, Amy Winehouse e Paolo Nutini. McKewan, invece, vanta collaborazioni con Chris Stapleton, Carrie Underwood ed Eminem. Il disco segna un ritorno a un approccio più diretto. Bugg recupera infatti una dimensione folk e rock cruda e priva di filtri, mettendo al centro la propria esperienza personale. Il nuovo album arriva a 14 anni dal debutto omonimo, che raggiunse il triplo platino nel Regno Unito. Da allora la carriera dell’artista è passata attraverso tour, festival e classifiche. Ora il cantautore affronta una fase diversa, caratterizzata da una maggiore consapevolezza. I brani affrontano temi come amore, solitudine e rinascita. La scrittura riflette anche sulle difficoltà incontrate negli ultimi anni e sui cambiamenti maturati nel tempo.

Da Never Can Tell alle fragilità personali

Il primo singolo, Never Can Tell, presenta un’impronta rock e un andamento trascinante. Il brano affronta il tema delle amicizie e dei rapporti con le persone che si avvicinano quando il successo entra nella vita di un artista. Bugg riflette così sulla difficoltà di capire di chi potersi fidare. Il percorso personale diventa anche una ricerca della direzione da seguire, affidandosi all’istinto di fronte alle diverse possibilità offerte dalla vita. Una vena definita nel testo come “battle-born” attraversa invece Day By Day. Il brano assume le forme di una roots-song e richiama le atmosfere associate a Dylan e Cohen. Al centro emerge il desiderio di contribuire a migliorare il mondo, nonostante le difficoltà della quotidianità.

L’apertura del disco è affidata a When The Night, che affronta il tema dell’isolamento e della percezione di sé. La title track Alamo si concentra invece sulla crisi di una relazione. Cloud In The Sky rappresenta uno dei passaggi più vulnerabili dell’album e porta Bugg a confrontarsi con i fantasmi del passato. Nel complesso, il disco nasce dalla volontà di guardarsi dentro dopo anni di attività musicale. L’artista affronta così le proprie difficoltà senza nascondersi dietro difese e barriere, scegliendo un approccio più aperto e personale.

Un nuovo capitolo dopo quasi quindici anni

Con Alamo, Jake Bugg prosegue il proprio percorso senza inseguire le mode. Il nuovo album arriva dopo quasi quindici anni di carriera e mostra un artista più adulto e consapevole. Anche la copertina mantiene un legame con gli esordi. Il ritratto è infatti nuovamente firmato da Kevin Westenberg, già autore della copertina del debutto. L’immagine segue una linea diretta e senza artifici. Oggi Bugg si trova a Memphis, ma il percorso descritto nel nuovo album mantiene un elemento costante: affrontare il mondo con determinazione, attraverso una musica che torna alle proprie radici e una scrittura più personale. (La redazione)

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