Rokia Traoré e la musica persiana sono protagonisti del festival Terra Sonans il 12 settembre 2026 all’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere. La serata propone la cantautrice maliana e, a seguire, The Art of Improvisation in Iranian Music con Kayhan Kalhor, Kiya Tabassian e Niloufar Mohseni.
Rokia Traoré (press photo)
Sabato 12 settembre 2026, dalle ore 21:00, l’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere ospita una serata di Terra Sonans – Arte, Cultura e Vox Populi dedicata all’incontro tra tradizioni musicali differenti. Il programma propone prima Rokia Traoré e, alle 22:00, The Art of Improvisation in Iranian Music con Kayhan Kalhor, Kiya Tabassian e Niloufar Mohseni.
Il festival, in programma dal 9 al 13 settembre, nasce sotto la direzione artistica di Enzo Avitabile. La manifestazione porta nell’Anfiteatro Campano artisti internazionali e realtà del territorio, attraverso musica, danza e narrazione.
La serata si apre con Rokia Traoré, cantautrice, compositrice e polistrumentista nata a Kolokani, in Mali, nel 1974. La sua formazione risente delle numerose esperienze maturate durante l’infanzia, quando seguì il padre diplomatico in diversi Paesi.
Questi spostamenti le permisero di entrare in contatto con tradizioni e linguaggi musicali differenti. Nella sua produzione convivono così radici della musica maliana, rock, folk e canzone d’autore, insieme a influenze provenienti dalla musica classica occidentale, dal jazz, dal pop e dalla tradizione indiana.
Tra gli strumenti utilizzati da Traoré figurano il n’goni, il balafon, la kora e la chitarra acustica. Il suo percorso discografico iniziò nel 1998 con Mouneissa, accolto positivamente dalla critica per l’incontro tra diverse tradizioni musicali del Mali. Seguirono Wanita nel 2000, Bowmboï nel 2003, Tchamantché nel 2008 e Beautiful Africa nel 2013.
Con Né So, pubblicato nel 2016, Traoré affrontò temi legati all’identità, all’esilio, alle radici e alla condizione umana. L’album nacque dopo il suo allontanamento dal Mali a causa della guerra civile e rappresentò una fase importante della sua ricerca artistica.
Nel corso della carriera, Rokia Traoré ha inoltre sviluppato esperienze al di fuori della musica. Nel 2011 compose le musiche per Desdemona, progetto legato all’opera di Toni Morrison e Peter Sellars. Lo spettacolo arrivò anche al San Carlo di Napoli, oltre che in importanti sedi internazionali.
Nel 2015 Traoré fece parte della giuria della sessantottesima edizione del Festival del Cinema di Cannes. La sua attività comprende anche il lavoro con la Fondazione Passerelle, da lei ideata e condotta, per il quale ricevette l’onorificenza dell’Ordine delle Arti e delle Lettere del governo francese.
Alle 22:00 il programma cambia prospettiva e conduce verso la tradizione musicale persiana. The Art of Improvisation in Iranian Music riunisce Kayhan Kalhor, al kamancheh, Kiya Tabassian, al setar, e Niloufar Mohseni, al tombak.
Il progetto mette al centro l’improvvisazione, considerata nel testo di presentazione come elemento essenziale della musica classica persiana. L’esecuzione si fonda sull’ascolto reciproco, sulla memoria e sull’ispirazione del momento.
La serata costruisce quindi un percorso tra due aree culturali. Prima arriva la ricerca musicale di Rokia Traoré, sviluppata attraverso il rapporto tra tradizione africana e influenze internazionali. Successivamente, il pubblico incontra il linguaggio della musica persiana attraverso tre strumenti e tre interpreti.
Il programma di Terra Sonans propone così un attraversamento musicale dall’Africa all’Iran, senza separare le diverse tradizioni, ma mettendole in successione all’interno dello stesso appuntamento.
L’appuntamento del 12 settembre concentra in poche ore due differenti esperienze artistiche. Da una parte, la voce e gli strumenti di Rokia Traoré raccontano un percorso personale segnato dall’incontro tra Mali e influenze internazionali. Dall’altra, The Art of Improvisation in Iranian Music porta sul palco una pratica musicale fondata sull’interazione tra gli interpreti.
L’Anfiteatro Campano diventa così lo spazio nel quale Africa e Iran entrano in dialogo attraverso linguaggi musicali differenti. È questa la prospettiva proposta dalla serata di Terra Sonans, all’interno di un festival che dal 9 al 13 settembre unisce musica, culture e linguaggi contemporanei. (La redazione)
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