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Joe Jackson, a novembre arriva in Italia il tour di Hope and Fury

Joe Jackson porta in Italia il nuovo album Hope and Fury con tre concerti a novembre. Sold out le date di Bologna e Milano, mentre restano disponibili i biglietti per il 12 novembre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma. Il tour presenta dal vivo il nuovo repertorio dell’artista britannico.

Il tour italiano di Joe Jackson si avvicina. Il musicista britannico porterà in Italia Hope and Fury, il nuovo album pubblicato lo scorso aprile. Sono già sold out le date di Bologna e Milano, mentre restano disponibili i biglietti per il concerto di Roma.

Tre concerti in Italia

L’Hope and Fury Tour 2026 farà tappa in tre città italiane. Joe Jackson salirà sul palco del Teatro Duse di Bologna l’11 novembre. La data ha già registrato il tutto esaurito. Il 12 novembre l’artista sarà invece all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, nella Sala Sinopoli di Roma. Infine, il 14 novembre, Jackson arriverà al Teatro Lirico di Milano. Anche in questo caso il concerto ha raggiunto il sold out. Le tre date italiane dell’Hope and Fury Tour vedono Virgin Radio come partner ufficiale.

Il nuovo album Hope and Fury

Il tour accompagna l’uscita di Hope and Fury, lavoro che riporta Joe Jackson al suo personale approccio alla musica pop. L’artista ha spesso sperimentato stili e combinazioni differenti. Tuttavia, considera gran parte della sua produzione parte di una stessa idea musicale. Il nuovo album raccoglie nove brani. Jackson combina melodie pop, ritmi diversi e una scrittura attenta ai testi. Allo stesso tempo, mantiene la possibilità di cambiare direzione quando lo ritiene necessario.

La realizzazione del disco è iniziata ai Fuzz Factory Studios di Michael Tibes, a Berlino. Successivamente Jackson è tornato ai Reservoir Studios di New York insieme al co-produttore Patrick Dillett. Per il progetto ha riunito anche la formazione che lo accompagna, a fasi alterne, dal 2016. Ne fanno parte Graham Maby al basso, Teddy Kumpel alla chitarra e Doug Yowell alla batteria. A loro si aggiunge il percussionista peruviano Paulo Stagnaro, con il suo contributo alle percussioni latine.

Tra pop, groove e riferimenti al passato

Hope and Fury presenta elementi che possono richiamare alcuni lavori precedenti di Jackson, tra cui Fool del 2019, Laughter and Lust del 1991 e Night and Day del 1982. Il disco alterna melodie, testi e groove funky, mantenendo al centro la voce e il pianoforte dell’artista. Anche il rapporto con la tradizione britannica occupa uno spazio importante. Il titolo richiama in modo ironico Land of Hope and Glory. Il risultato mette così in primo piano un’immagine fortemente legata all’Inghilterra. Alcuni brani riflettono infatti un rapporto complesso con il Paese d’origine di Jackson.

Le storie di Welcome to Burning-By-Sea e End of the Pier

Il percorso dell’album comincia con Welcome to Burning-By-Sea. Il brano racconta una cittadina costiera immaginaria, ispirata a Brighton e a Portsmouth, città natale di Jackson. La località diventa però qualcosa di più di un semplice scenario. Attraverso questo luogo immaginario, il brano costruisce un piccolo ritratto della Gran Bretagna. End of the Pier segue invece un’altra prospettiva. Il pezzo mette a confronto la vita della classe operaia britannica nel 1922 con una rappresentazione della società nel 2022, dopo la pandemia. Il disco utilizza quindi epoche e situazioni differenti per sviluppare una lettura personale della realtà britannica.

L’ironia resta centrale

L’album alterna momenti diversi, ma conserva un tono soprattutto energico. L’ironia rimane uno degli elementi ricorrenti della scrittura di Jackson. I’m Not Sorry punta sul sarcasmo. Fabulous People sceglie invece la strada della parodia. Do Do Do porta questo approccio verso una dimensione più giocosa e surreale. Accanto a questi brani trovano spazio anche composizioni dal carattere più melodico. Made God Laugh affronta la vita attraverso una forma di accettazione adulta. After All This Time si concentra invece sulle dinamiche di una relazione lunga. Come in altri lavori di Jackson, il finale assume una dimensione più raccolta. See You in September chiude infatti Hope and Fury con una ballata lenta.

Joe Jackson tra New York e Portsmouth

Joe Jackson continua così il proprio percorso musicale senza rinunciare alla sperimentazione. L’artista divide il suo tempo tra New York e Portsmouth, nel Regno Unito. Questa doppia appartenenza geografica si riflette anche nella sua musica. Jackson descrive infatti Hope and Fury attraverso una definizione che unisce riferimenti al jazz latino, al funk, al rock e alla sua dimensione musicale personale. A novembre il pubblico italiano potrà ascoltare dal vivo il nuovo repertorio. Bologna e Milano hanno già esaurito i biglietti, mentre Roma resta l’unica delle tre tappe italiane con disponibilità. (La redazione)

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