
I Kneecap tornano con Fenian, il secondo album in studio pubblicato il 1° maggio 2026. Prodotto da Dan Carey, il disco attraversa acid house, trip-hop e dubstep, intrecciando rap, sperimentazione elettronica e identità irlandese. Quattordici tracce e collaborazioni con Kae Tempest, Fawzi e Radie Peat.
Kneecap - Fenian, 2026 (cover album)
I Kneecap tornano con Fenian, il secondo album in studio pubblicato il 1° maggio 2026. Il trio di Belfast amplia il proprio linguaggio musicale attraverso sonorità che attraversano acid house, trip-hop e dubstep. Prodotto da Dan Carey, il disco sviluppa i temi politici, culturali e linguistici che caratterizzano il percorso del gruppo.
Con Fenian, i Kneecap proseguono la ricerca avviata con Fine Art, il loro album di debutto del 2024. Il nuovo lavoro rappresenta un ulteriore passaggio nella definizione della loro identità musicale. La band combina rap, elettronica e suggestioni provenienti da diversi ambiti della musica contemporanea. Alla produzione troviamo Dan Carey, già al lavoro con artisti come Fontaines D.C., Kae Tempest e Wet Leg. Il produttore accompagna il trio in un progetto caratterizzato da un impianto sonoro più ampio e articolato. In particolare, Fenian si muove tra acid house, trip-hop e dubstep, senza rinunciare alle componenti rap che hanno contraddistinto le prime produzioni del gruppo. Il risultato alterna atmosfere cupe, ritmi elettronici e ritornelli immediati. Il disco contiene 14 tracce e include diverse collaborazioni. Tra gli ospiti figurano Fawzi e Radie Peat, componente dei Lankum. L’uscita è stata preceduta da quattro singoli: Liars Tale, Smugglers & Scholars, Fenian, realizzato con i Casiokids e Irish Goodbye, con Kae Tempest.
I Kneecap sono un trio hip-hop originario di Belfast, nell’Irlanda del Nord. Il gruppo comprende Mo Chara, Móglaí Bap e DJ Próvaí, nomi d’arte rispettivamente di Liam Óg Ó hAnnaidh, Naoise Ó Cairealláin e J. J. Ó Dochartaigh. Una delle caratteristiche della formazione è l’utilizzo combinato di inglese e lingua irlandese nei testi. Questa scelta riflette il legame con il territorio e con le questioni culturali che attraversano la società nordirlandese. Il percorso discografico è iniziato nel 2017 con il singolo C.E.A.R.T.A.. Nel 2018 è arrivato il mixtape 3CAG, mentre nel 2024 il trio ha pubblicato il primo album in studio, Fine Art. Nello stesso anno è uscito anche un film biografico dedicato alla storia della band. Con Fenian, pubblicato attraverso Heavenly Recordings, i tre musicisti proseguono quindi un percorso che unisce sperimentazione sonora e attenzione per le proprie radici.
L’identità dei Kneecap non si esaurisce nella musica. I testi affrontano temi legati alla cultura giovanile della classe lavoratrice di Belfast, al repubblicanesimo irlandese e alla tutela della lingua irlandese. Nel corso degli ultimi anni, il gruppo è diventato anche protagonista di dibattiti pubblici sulla libertà di espressione e sulle manifestazioni delle opinioni politiche in Irlanda e nel Regno Unito. Durante i concerti, i componenti hanno espresso il proprio sostegno alla causa palestinese e criticato le operazioni militari israeliane a Gaza. Anche il nome della formazione richiama una parte della storia nordirlandese. Kneecap fa riferimento alle punizioni paramilitari che prevedevano colpi d’arma da fuoco alle ginocchia. Si tratta di una pratica utilizzata durante il conflitto nordirlandese contro persone accusate di diversi reati. Il nome contiene inoltre un gioco linguistico con l’espressione irlandese ní cheapaim, che significa non credo. Questa doppia interpretazione contribuisce a definire l’approccio provocatorio del trio. Anche l’immagine pubblica della band richiama quel contesto storico. Il logo riprende le passamontagna indossati dai gruppi paramilitari durante The Troubles. Inoltre, DJ Próvaí utilizza spesso un passamontagna con i colori della bandiera irlandese.
L’impronta musicale di Fenian si sviluppa attraverso atmosfere più cupe e una maggiore varietà di soluzioni elettroniche. Le sirene e gli allarmi ricorrono nell’impianto sonoro, mentre le parti corali contribuiscono a rafforzare l’impatto dei brani. La componente rap dialoga con ritmi da club e strutture che guardano alla musica elettronica. Tuttavia, il disco mantiene una forte attenzione per le parole e per il rapporto tra lingua, identità e appartenenza. Il secondo album dei Kneecap amplia così il territorio musicale del gruppo, senza abbandonare gli elementi che ne hanno definito il percorso. La dimensione politica convive con una scrittura diretta e con una ricerca sonora che attraversa generi differenti. Per accompagnare l’uscita, il trio ha programmato un tour mondiale con concerti in America Latina, Europa e Nuova Zelanda. La tournée proseguirà fino a febbraio 2027. (La redazione)
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