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Moltheni – Splendore Terrore (2005)

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Dopo circa quattro anni di silenzio, Moltheni (vero nome Umberto Giardini) è tornato in scena con un sound diverso dagli album precedenti. Infatti, mentre in Natura in Replay (1999) e in Fiducia Nel Nulla Migliore (2001) si è assistito ad un rock più vigoroso, con le chitarre elettriche in prima linea, nel nuovo lavoro, si va incontro ad una significativa evoluzione in senso introspettivo ed acustico, in cui il suono caratterizzante è dato da strumenti vintage. Tra essi, il protagonista è il wurlitzer, attempato piano elettrico suonato da Pietro Canali, che si amalgama perfettamente alla chitarra acustica – spesso distorta con delay e riverberi – e alla batteria, suonata invece da Vittoria Burattini, che scandisce una ritmica semplice, lineare e mai inopportuna. Scarno ed essenziale, Splendore Terrore ricorda per alcuni aspetti Pink Moon di Nick Drake, ma anche la follia visionaria di Syd Barrett, soprattutto per la dolce malinconia che lo pervade. Uno dei migliori dischi del momento, per l’abilità dell’autore di esprimere emozioni e sogni contrastanti, giocando su suoni a volte vetusti, mai scontati e capaci di esalare un’intensità da brivido. (Michele Camillò)

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