Recensione: Nudi – La mia favola + bella (2015)

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Si presenta seguendo i più conosciuti canoni e clichet del pop italiano questo nuovo disco di Nudi che trova ispirazione nella fermezza e nella semplicità di emozioni nobili come l’amore, svestendolo della sua banalità espressiva e restituendone invece colori e sapori del tutto personali. In dieci inediti in studio per questo lavoro dal titolo decisamente esplicativo La mia favola + bella, Nudi fondamentalmente racconta di sé e del suo vissuto attuale, parla di amici e di sconfitte, di un uomo nero in versione “adulta” impersonificato da crisi sociale e culturale. Parla dei figli, dell’essere padre e dell’essere uomo in generale. Un sound assolutamente didascalico per il pop italiano, leggero e sottile, senza l’esasperante ricerca di soluzioni innovative o fintamente rivoluzionarie. Un disco che in fondo non cerca la sorpresa anche se forse ci sarebbe stato bene un colpo di scena. Un lavoro che scivola senza troppe difficoltà ma che affolla senza misura di forza un panorama – quello del pop italiano – fin troppo esasperato da proposte simili. Dalla sua c’è una carriera ricca di passaggi e saremmo felici di saperne di più. Di sicuro un punto di vista ulteriore e ben calibrato su uno scenario discografico ormai stressato da più fronti. Quanto meno, questo di Nudi sa essere un lavoro di coerenza. (Alessandro Riva)



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