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Recensione: Capvto – Supernova (2016)

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Impossibile raccontare questo disco in poche righe senza ricorrere a figure, metafore e visioni da prendere a prestito da un personale immaginario del futuro. Sto parlando di Valeria Caputo (in arte Capvto), compositrice e performer italiana dalle mille facce artistiche, e del suo nuovo lavoro discografico dal titolo Supernova.

Un disco che esce a distanza di tre anni da Migratory Birds e da cui fuoriesce l’anima elettronica e sperimentale della cantautrice. Sono dieci le astrazioni figurative che, con una produzione nata anche dalla firma di Franco Naddei, prendono forma in uno stile decisamente surreale, introverso e intimista, digitale senza contraddittorio. Inediti dal sapore islandese in cui l’elettronica esasperata all’eccesso disegna forme melodiche assolutamente prive di stilemi conosciuti e appigli – come dire – popolari.

Un lavoro che è pura esplosione e istinto, che piace per la naturalezza con cui vomita energia e comunicazione. In rete troviamo il video ufficiale di Blooming, il primo singolo estratto in cui appare Chris Yan. E credo basti questo per avere una generica inquadratura su ciò che ci aspetterà con le successive nove tracce. Assolutamente da sottolineare la title track del disco, una suite di oltre sette minuti che compie una piccola magia… (Alessandro Riva)



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