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Recensione: NewTella – Spoon (2015)

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La scena indie si colora sempre più spesso di grandi rimandi culturali a grandi generazioni passate. È il caso questo dell’esordio dei NewTella, band genovese con filo diretto in quel di Boston viste le origini del cantante Max Hernandez. Esce Spoon, un primo lavoro che con moltissimo gusto e rispetto fonda tutta la sua impalcatura sulle linee fondamentali che hanno reso celebre la musica rock nel mondo, pescando senza sbagliare dagli anni ’60-’70. E quindi ascoltando i NewTella ritroviamo riferimenti ai Police, Rolling Stones, Duran Duran, Franz Ferdinand, Beatles, Clash e tantissimi altri ancora. Già dal singolo di lancio Kaleidoscope potremmo fare a gara nel rintracciare citazioni evidenti e rimandi d’autore sottopelle, quasi invisibili, quasi esclusivisti per gli amanti del genere. Un ottimo inglese, manco a dirlo, vista la nazionalità del cantante bassista, e un’ottima semplicità che poi è alla base culturale e sociale di chi ha segnato il mondo con musica di genere.

I NewTella nonostante la loro giovane età non sono figli e “fantocci” dei loro entusiasmi di primo pelo, ma governano bene una produzione che resta fedele alla linea, non si sviluppa in imprevedibili stilismi fuori contesto e mai, dico mai, si fa prendere la mano da facili soluzioni digitali. Pur passando su alcune ingenuità, tipo la produzione di alcuni loro video, certo però non siamo dinanzi a un disco che stupisce o che rivoluziona, perché a lungo andare rischia di perire sotto una patina di omogeneità. Dal punto di vista estetico, ci piace sottolineare infine come i titoli siano sempre con la lettera maiuscola, tipico – per chi scrive – di un design americano. Tirando le somme, potremmo affermare che le premesse ci sono, anche se di strada i NewTella devono ancora farne. (Alessandro Riva)

Intervista ai NewTella di Alessandro Riva
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Partiamo dalle origini di questo nome: NewTella. Da dove nasce?
“NewTella” nasce quasi per scherzo. Il nome richiama al famoso prodotto Italiano, ma scritto in una variante americana che fa riferimanto alla pronuncia dell’espressione ‘new teller’, nuovo raccontatore. Riassume le nostre due anime.

Tantissime le influenza che conducono al vostro sound. Vi siete incontrati per inseguirne uno comune o la forza è nel fare ognuno il suo suono e vedere che accade mettendo il tutto assieme?
Non abbiamo ricercato un sound specifico in queste canzoni, piuttosto abbiamo cercato di ascoltare le esigenze singole che ciascun componimento richiedeva. In questo disco abbiamo voluto far camminare ciascun pezzo con le proprie gambe.

In altre parole: come si approda a questa direzione artistica? Chi e cosa ha deciso il tutto?
Questo disco nasce sotto l’ala protettrice del Bagoon Laboratorio musicale, le decisioni sono state, come sempre, un’incontro delle nostre volontà con la loro esperienza.

Anche e soprattutto con voi si torna a parlare di vintage e di anni d’oro del grande rock. Secondo voi oggi sta accadendo qualcosa che un domani sarà celebrato come un mito, come qualcosa di prezioso per la nostra cultura?
Nel rock crediamo che non stia accadendo nulla di particolarmente considerevole. Purtroppo la musica di massa sta diventando sempre più “usa e getta”; ogni anno esce una figura nuova con un successo non sempre di valore e l’anno dopo finirà nel cestino delle offerte e sarà rimpiazzato dalla prossima mascherina, perciò è molto raro che esca una personalità con una musica duratura. È chiaro che qualcosa rimarrà, ma ciò che rimane non è sempre considerato di valore.

Dateci una chiave di lettura per entrare al meglio nel vostro mondo. In altre parole “Spoon” cos’è e cosa ci vuol dire?
“Spoon” è la nostra alba creativa, e non è un disco, ma una raccolta di brani. Racchiudono le nostre esperienze musicali e non, raccontano anche la nostra storia, come gruppo, un percorso in cui esploriamo diverse identità, andando vivendo nelle sonorità delle band del passato che amiamo.

Ora che siete dalla parte di chi la musica la fa, è cambiato il modo di guardarla?
Il nostro modo di guardare la musica cambia con l’esperienza che facciamo in questo settore ogni giorno, nel senso che la viviamo sotto più punti di vista (tecnici , musicali ecc.). Questo ci permette anche di apprezzare numerosi dettagli nascosti del prodotto musicale in questione. Comunque i nostri gusti hanno resistito a certi cambiamenti, cerchiamo di non farci trascinare troppo facilmente.



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