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Recensione: Geddo – Alieni (2016)

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Davide Geddo torna a farci compagnia con il suo pop d’autore. Questa volta però si presenta con Alieni, un lavoro che sembra smascherarsi in quell’abitudine stilistica di marcare le rotondità di certe parole e di forzarne i suoni, quasi a volerne sottolineare i significati. Un disco, il terzo per la precisione, che racconta degli altri e di questo eterni incontrarsi e incontrare “alieni”, accompagnando il tutto con ovvie difficoltà di comunicazione e di relazione. Ballate di strada per un viaggio solare come Briciole, Paolina (con una inaspettata vena “vendittiana”) oppure Alle bionde piace Noir a cui si contrappone La ragazza senza dubbi (“Avrei bisogno di una guerra e tu che suoni la chitarra hai un’arma…”).

Un’autoproduzione più che piacevole che sorprende anche per certe variazioni al limite del funk, tuttavia è Cammina cammina la punta di diamante di Alieni[/i], dove sembrano incontrarsi Pino Daniele ed Edoardo Bennato. Un lavoro che dal punto di vista cantautorale sa essere fresco, semplice e leggero. Quella leggerezza di saper usare le parole misurandole su una melodia che non ha alcuna intenzione di fare morali e impartire lezioni. Sarà questa umile ingenuità a restituire tutta la bellezza di queste nuove canzoni pop e d’autore. (Alessandro Riva)



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