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Recensione: Nevica Noise – Sputnik (2016)

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Gianluca Lo Presti torna a rivoluzionare ancora il suo concetto di produzione elettronica. Se lo abbiamo visto firmarsi Nevica su Quattropuntozero mentre contaminava il bit computerizzato con un suono grunge, new wave, insomma con un progetto che potremmo quasi definire “indie”, oggi si firma Nevica Noise e con il noise appunto (digitale ovviamente) ha eretto una vera e propria colonna portante. Si intitola Sputnik questo nuovo concept album dedicato non solo allo Sputnik in eterna orbita attorno alla Terra ma anche al romanzo di Haruki Murakami dal titolo “La ragazza dello Sputnik”, una storia d’amore inseguita e mai raggiunta. Insomma questo ciclico tornare su se stessi in eterno e senza mai chiudere e risolvere il viaggio, è il punto nodale che si sviluppa in quest’opera: su una base di noise arricchito qua e là di suoni ricorsivi, Lo Presti ha letteralmente improvvisato gli sviluppi, le melodie e gli arrangiamenti. Ed è questa improvvisazione del momento che ha catturato nella registrazione e ne ha fatto un disco che oggi ascoltiamo con estremo interesse e gusto. Quindi siamo di fronte ad un lavoro nato così come inventato al momento stesso dell’esecuzione in studio.

Come sentirete, tracce come la titletrack Sputnik o Il mondo primordiale o anche il singolo di lancio Crisalide d’aria (di cui la rete ci mostra un video assolutamente didascalico) sono immediati rimandi a quanto ho provato a raccontare in queste righe: un suono circolare, quasi psichedelico, quasi allucinogeno come fossimo sotto effetti LSD che, con grandissima maturità, Lo Presti ha saputo condire (improvvisando) con della melodia, mai sfacciata e mai banale, invisibile a tratti ma decisiva in altri. E poi arriva anche Sarin forse l’unico brano in cui lo spirito new wave torna a far capolino quasi a ricordare chi era Gianluca Lo Presti quando si faceva conoscere come Nevica su Quattropuntozero. Sul disco troviamo anche drumming acustici per mano di Alessandro Gomma Antolini e poi anche featuring vocali e digitali per mano di Massimo Madesi De Simone e Daniele Brusaschetto. In genere l’elettronica lasciata libera di esprimersi crea sempre orge acustiche di indecifrabile logica. Eppure l’improvvisazione di Nevica Noise ha carattere definito e riconoscibile per ciascuna composizione. Questo è il primo vero traguardo di una maturità compositiva che ormai ci si aspetta da producer di questo genere. (Alessandro Riva)



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