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Crowd Company – Lowdown, 2020 | Recensione

Crowd Company - Lowdown, 2020
Con i due album in studio precedenti, gli otto membri della band inglese Crowd Company ci avevano già stregati con un sound intriso di funk e soul dal sapore vintage, gli incalzanti ritmi groove e le loro melodie orecchiabili. Ma il loro nuovo terzo album Lowdown, uscito il 31 gennaio via Vintage League Music, vede il gruppo nella sua forma più smagliante di sempre.

Il disco, interamente prodotto da Alan Evans della rinomata band americana Soulive, vede la partecipazione in tutte le tracce degli special guest Ryan Zoidis ed Eric ‘Benny’ Bloom, la sezione fiati di un’altra band americana, Lettuce, quest’anno nominata per un Grammy award. Come se non bastasse, dietro al mastering impeccabile c’è un altro maestro; l’ingegnere del suono Brian Lucey, con all’attivo un Grammy vinto e lavori per Depeche Mode o The Black Keys, giusto per citarne alcuni. Con un tale numero di pesi massimi sarebbe facile perdere la propria identità, ma i Crowd Company invece ne escono potenziati, e ovunque in Lowdown si riconosce il loro stile inconfondibile.

Le 10 tracce vocali e le 2 strumentali di Lowdown trasportano l’ascoltatore in un mondo popolato da funk contagioso e accattivante, tra pezzi uptempo per il dancefloor come Free To Choose o Lowdown, morbido soul come Brooklyn Summer, o soleggiato groove come A new direction, il tutto spesso condito dalle sofisticate armonie delle tre voci. Noti per la loro interpretazione moderna del soul e funk d’altri tempi, con questo nuovo album Crowd Company scrivono un nuovo capitolo della loro storia, con la giusta dose di colpi di scena e sorprese per mantenere l’ascoltatore con il fiato sospeso. (Adaja Inira)

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