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Il Record Store Day, per l’edizione 2020, si trasforma in RSD Drops

“Dopo il divieto di assembramento e l’obbligo di distanziamento sociale, l’unica soluzione possibile era trovare un’altra maniera per aiutare negozi, artisti, etichette discografiche, distributori e tutte le altre attività legate alla filiera”.

Il Record Store Day è il più grande evento musicale al mondo celebrato in una sola giornata a difesa della cultura del negozio di dischi indipendente.

Per effetto dell’emergenza causata dalla pandemia da Covid-19, anche il Record Store Day è stato frazionato in tre diverse date – 29 agosto26 settembre e 24 ottobre – che prendono il nome di RSD Drops. Con molta probabilità, per questa edizione, si dovrà fare a meno di concerti ed eventi, sia fuori che dentro i negozi di dischi

Prevista per aprile e poi riprogrammata a giugno, l’edizione di quest’anno sembrava già destinata a essere diversa dalle precedenti dodici, caratterizzate da talk, feste e concerti.  

“Dopo il divieto di assembramento e l’obbligo di distanziamento sociale, l’unica soluzione possibile era trovare un’altra maniera per aiutare negozi, artisti, etichette discografiche, distributori e tutte le altre attività legate alla filiera”. 

Consultate le informazioni diffuse da esperti governativi e scientifici, tenendo conto delle diverse circostanze di ogni territorio e dopo aver sentito i partner per valutare l’interesse sociale sui singoli Paesi (l’iniziativa è presente in tutti i continenti esclusa l’Antartide) nasce così l’idea dei RSD Drops.

Gli organizzatori del Record Store Day stanno lavorando sulle liste dei Drops per assicurare un emozionante mix di artisti e generi agli appassionati di tutto il mondo. Le tre liste, che includeranno tutti i titoli già annunciati a marzo, saranno diffuse il 1 giugno 2020. (La redazione)

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