«Manet» e «Le origini dell’estetica medievale», due interessanti libri d’arte editi da Jaca Book.

Due interessanti libri d’arte pubblicati dalla casa editrice Jaca Book: «Manet» di Fred Licht e «Le origini dell’estetica medievale» di André Grabar.

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La casa editrice Jaca Book dà alle stampe due meravigliosi volumi sulla storia dell’arte.

Il primo volume sul pittore francese Édouard Manet, scritto dall’insigne storico dell’arte Fred Licht.

Noto per il capitale lavoro su Francisco Goya, l’artista rivoluzionario a cavallo tra ‘700 e ‘800, Fred Licht esamina in questo volume l’opera di Edouard Manet, l’artista più complesso di tutto l’Ottocento e per l’autore «forse il più grande tra gli artisti del xix secolo che hanno raggiunto potenza e profondità espressiva sempre maggiori attraverso il loro instancabile sforzo di cogliere l’autentico significato della vita contemporanea, mettendo infatti il presente in aperto conflitto con gli ideali del passato». Gli artisti del secolo XIX erano consapevoli delle condizioni di vita che la loro epoca imponeva. Il loro ideale consisteva nella riconciliazione di un conflitto, sentito profondamente in prima persona, tra passato e presente. Manet è un borghese ma non è un “impressionista”, pur avendo aiutato e difeso il movimento di cui però non poteva condividere la fiduciosa serenità e neutralità morale, valori, questi, che ne hanno fatto lo stile ideale di una borghesia che cerca di evitare con tutti i mezzi ogni cosa che le ricordi le contraddizioni, le trappole e le tragedie dell’esistenza moderna.

Sinossi «Manet», di Fred Licht (Jaca Book, 2021)

Il secondo volume, invece, su Le origini dell’estetica medievale, dello studioso André Grabar.

Arricchito da un variegato corredo iconografico, il testo di André Grabar, su Plotino e le origini dell’estetica medievale, è introdotto da uno studio sui rapporti tra Medioevo e antichità pagana, e concluso da un’analisi sulla rappresentazione dell’intelligibile nell’arte. La rivoluzione artistica che si è operata è tanto più straordinaria perché nata in quel mondo grecoromano così solidamente legato alla perfetta corporeità della figura umana, colta sia nelle sue svariate fisionomie sia in azioni di guerra, di caccia, di vita o potere. Di pari passo con la filosofia si opera una curvatura nella visione dell’arte e in quello che da essa ci si aspetta: semplicemente si cerca di raffigurare l’invisibile. E da questa rivoluzione nasce quella che con una generalizzazione denominiamo “arte paleocristiana”, che a Oriente proseguirà con le icone e l’arte che chiamiamo bizantina, mentre a Occidente sarà il fondamento su cui si costruirà tutta la nostra arte medievale. L’analisi di Grabar parte dal presupposto che non si possano capire né il Medioevo né l’arte europea occidentale e bizantina senza aver compreso le origini della rivoluzione artistica che ha sperimentato la visione dell’intelligibile.

Sinossi «Le origini dell’estetica medievale», di André Grabar (Jaca Book, 2021)

Entrambi i libri d’arte illustrati sono acquistabili in libreria, sulle varie piattaforme commerciali online o direttamente sul sito di Jaca Book. (La redazione)

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