Alan Sorrenti, tra pop e buddismo, lavora alla sua autobiografia

Il cantautore napoletano conosciuto dal grande pubblico per l’evergreen «Figli delle stelle», sta lavorando alla sua autobiografia.

In una recente intervista rilasciata al quotidiano La Stampa, il cantautore italiano Alan Sorrenti dice che sta lavorando a un’autobiografia.

Il musicista italiano, nato a Napoli nel 1950 da madre gallese e padre napoletano, lo scorso anno è tornato – dopo 19 anni dal suo ultimo disco – sulla scena musicale pubblicando Oltre la zona scura (2022) dove canta “Giovani per sempre“.

Dal suo album d’esordio progressive dal titolo Aria, era il 1972, di anni ne sono passati ma lo spirito e l’entusiasmo in qualche modo sono sempre gli stessi. Non è un caso che è stato accolto nella line up del Mi Ami, uno dei festival indie contemporanei più amati dai giovani.

Naturalmente sono cambiate molte cose dalla sua partecipazione alla festa del proletariato giovanile “Re Nudo” tenutasi al Parco Lambro nel 1974. Epoche e contesti assolutamente diversi, ma l’approccio resta più o meno lo stesso, nonostante l’età. D’altronde, la musica – soprattutto quella pop – ci mantiene giovani, o no?

Una gioventù di spirito rispecchiata nell’evergreen Figli delle stelle del 1977 che, ancora oggi, risuona ovunque con la medesima freschezza e attualità.

Sempre nell’intervista per lo storico quotidiano torinese, Alan Sorrenti ricorda il suo fugace incontro con Franco Battiato in un negozio di Roma per acquistare “lo stesso sintetizzatore, il VCS3, quello dei Pink Floyd”.

In quanto buddista della scuola Sokka Gakkai, Sorrenti conclude la chiacchierata con il giornalista de La Stampa auspicando di incontrare Roberto Baggio perché – come scrive il cantautore – “nel buddismo segue una strada diversa ma parallela alla mia, credo che avremmo molte cose da dirci“. (La redazione)

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