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Ivan Graziani, la storia del cantautore e chitarrista tra rock e canzone d’autore

La storia di Ivan Graziani, dagli esordi tra Abruzzo, Urbino e Milano fino ai successi discografici. Un percorso tra rock, canzone d'autore, collaborazioni importanti, gli album più rappresentativi e l'eredità artistica lasciata dopo la sua scomparsa.

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Ivan Graziani è stato uno dei protagonisti più originali della musica italiana tra gli anni Settanta e Novanta. Cantautore e chitarrista, ha costruito una carriera personale, caratterizzata da uno stile che ha unito il rock alle sonorità della canzone d’autore. Il suo percorso è nato dall’amore per il disegno e per la musica, è passato attraverso una lunga gavetta e ha trovato piena maturazione con una serie di album che hanno lasciato un segno nel panorama musicale italiano.

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Dall’infanzia in Abruzzo alla scoperta del rock

Ivan Graziani nasce a Teramo il 6 ottobre 1945. Fin da bambino dimostra una forte inclinazione artistica. Disegna, prova a suonare la batteria e poi si avvicina alla chitarra del fratello maggiore Sergio, imparando ascoltando le canzoni trasmesse alla radio. L’arrivo del rock’n’roll cambia il suo modo di vivere la musica. Si appassiona ai brani di Elvis Presley e Chuck Berry, fino a trovare nei Beatles un riferimento decisivo. Durante gli studi ad Ascoli trascorre molto tempo a suonare insieme al compagno Gianni D’Alessandro, pianista e figlio del musicista Nino Dale, molto conosciuto nella scena musicale abruzzese. Un concorso scolastico gli offre la prima occasione importante. Nino Dale lo nota e lo inserisce nella propria orchestra quando è ancora minorenne. L’esperienza comprende anche alcune esibizioni in Tunisia nei villaggi turistici e rappresenta una tappa fondamentale per la formazione del giovane chitarrista autodidatta.

Gli studi a Urbino e la nascita de L’Anonima Sound

Accanto alla musica, Ivan Graziani coltiva la passione per l’arte. Per questo sceglie di iscriversi all’Istituto d’Arte di Urbino, dove conosce Anna, che diventerà la sua compagna di vita. Nel 1966 fonda il primo gruppo insieme a Velio Gualazzi. Il progetto nasce come duo con il nome Ivan e i Saggi. Poco dopo si trasforma in trio grazie all’ingresso del bassista Walter Monacchi e assume il nome di L’Anonima Sound. Con questa formazione il musicista si esibisce in numerosi locali, pubblica quattro 45 giri e partecipa due volte al Cantagiro, consolidando la propria esperienza dal vivo.

Milano, la gavetta e le prime pubblicazioni

All’inizio degli anni Settanta il servizio militare interrompe temporaneamente l’attività musicale. Durante la permanenza all’ospedale militare di Chieti scrive un diario che diventerà in seguito il libro Arcipelago Chieti. Nel 1972 si trasferisce con Anna a Milano con l’obiettivo di entrare nel mondo discografico. Sono anni di lavoro intenso e di sacrifici. Pubblica un 45 giri in inglese con lo pseudonimo Rockleberry Roll, realizza un altro singolo come Ivan & Transport e incide il primo LP, Desperation, ancora con il nome Rockleberry Roll. Nel 1973 esce il primo album in italiano, La città che io vorrei. Nello stesso anno pubblica anche TatoTomasoGuitar’s, un disco strumentale di cover inciso per celebrare la nascita del figlio Tomaso.

L’esperienza alla Numero Uno e l’incontro con Battisti

Durante il periodo milanese Ivan Graziani lavora negli studi della Numero Uno. Inizia come centralinista e successivamente diventa turnista di studio, partecipando alle registrazioni di diversi artisti dell’etichetta. In questo contesto viene notato da Lucio Battisti, che lo coinvolge nelle incisioni dell’album La chitarra, il contrabbasso, eccetera. L’introduzione del brano Ancora tu è affidata proprio alla sua chitarra.

La svolta con gli album degli anni Settanta

Nel 1976 pubblica Ballata per quattro stagioni. Sebbene il disco non ottenga subito un grande riscontro commerciale, mette in evidenza le qualità del cantautore e del chitarrista. Tra i brani figurano Ballata per quattro stagioni ed E sei così bella. Successivamente collabora con Antonello Venditti, che partecipa agli arrangiamenti del disco I lupi. Proprio questo album contiene Lugano addio, il primo grande successo della sua carriera. Tra il 1977 e il 1981 pubblica un album ogni anno. Arrivano così Pigro, Agnese dolce Agnese, Viaggi e intemperie e Seni e coseni, lavori che raccolgono alcuni dei brani più conosciuti del suo repertorio, tra cui Monnalisa, Pigro, Agnese, Fuoco sulla collina, Firenze, Dada, Pasqua e Cleo.

Gli anni Ottanta e Novanta

Nel 1982 esce il disco dal vivo Parla tu. L’anno successivo pubblica l’album Ivan Graziani, che include Signora bionda dei ciliegi e Il chitarrista. Nel 1984 arriva Nove, contenente Limiti e Minù Minù. Nel 1985 partecipa al Festival di Sanremo con Franca ti amo, mentre l’anno seguente conclude il rapporto con la RCA pubblicando Piknic. Dopo il passaggio all’etichetta Carosello realizza Ivangarage, registrato nel proprio studio domestico. Il disco comprende Noi non moriremo mai, Prudenza mai e Un uomo. Seguono Cicli e tricicli nel 1991 e Malelingue nel 1994. Nello stesso anno torna al Festival di Sanremo con Maledette malelingue, contribuendo a riportare l’attenzione sulla sua produzione artistica. Nel 1995 pubblica il secondo album dal vivo, Fragili fiori…Livan, impreziosito dalla collaborazione di Renato Zero.

La scomparsa e l’eredità musicale

Ivan Graziani muore il 1° gennaio 1997, senza riuscire a pubblicare le nuove canzoni alle quali stava lavorando. Negli anni successivi vengono pubblicati alcuni brani rimasti inediti. Inoltre, numerose raccolte antologiche hanno ripercorso la sua carriera. Molti artisti hanno reinterpretato le sue canzoni, contribuendo a mantenere viva l’attenzione su un autore che ha saputo unire rock, scrittura personale e grande sensibilità chitarristica, lasciando un repertorio ancora oggi riconosciuto come una delle esperienze più originali della musica italiana. (La redazione)

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