Il disco in evidenza: Blue Morpho, 2026, Ed O’Brien

Blue Morpho è il secondo lavoro da solista di Ed O’Brien, nonché il primo pubblicato con il suo nome per esteso al posto della sigla EBO. L'album nasce dagli anni della pandemia, da un periodo di depressione e da un percorso di ricerca personale tra Galles, spiritualità, nuove collaborazioni e una diversa visione della musica.

Pubblicato il 22 maggio 2026, Blue Morpho segna un nuovo capitolo nel percorso artistico di Ed O’Brien. Dopo il debutto solista del 2020 con la sigla EOB, il chitarrista dei Radiohead firma il suo primo album con il proprio nome per esteso, lasciandosi alle spalle i rimpianti legati al passato. Il disco nasce da un lungo periodo di riflessione personale, attraversato durante la pandemia, e si sviluppa come il risultato di quattro anni di lavoro, incontri e ricerca musicale.

Un periodo difficile trasformato in nuova musica

Dopo l’uscita del suo primo album solista, Earth, Ed O’Brien maturò la convinzione di aver aspettato troppo tempo prima di registrare quelle canzoni. I lunghi impegni con i Radiohead avevano infatti rimandato il progetto per quasi un decennio. Inoltre, l’arrivo della pandemia rese impossibile promuovere il disco come previsto. Nella seconda parte del 2020 la situazione personale peggiorò. O’Brien ha raccontato di aver attraversato il momento più difficile della sua vita, caratterizzato da una profonda depressione. In quel periodo trovò sostegno nella famiglia e iniziò una routine ispirata agli insegnamenti di Wim Hof, basata su esercizi di respirazione e immersioni in acqua fredda. Ogni giorno si rifugiava nel piccolo studio di Londra, dove improvvisava con la chitarra senza obiettivi prestabiliti. Quel processo creativo diventò uno strumento per affrontare emozioni e ricordi accumulati nel corso di molti anni.

La natura del Galles come punto di riferimento

Al centro della nascita di Blue Morpho c’è anche il rapporto di Ed O’Brien con il Galles. Dopo alcuni anni trascorsi in Brasile con la famiglia, il musicista riscoprì il fascino della campagna britannica. Durante un viaggio nel 2013 trovò una casa immersa tra vallate, querce secolari e corsi d’acqua, costruita sui resti di una villa romana. In quel luogo sviluppò un rapporto sempre più profondo con la natura e con una dimensione spirituale che fino ad allora aveva avuto poco spazio nella sua vita. Successivamente iniziò a trascorrere sempre più tempo lontano da Londra, trovando nel paesaggio gallese un ambiente favorevole sia al benessere personale sia alla scrittura. La connessione con la natura diventa uno dei temi centrali dell’intero album.

Le collaborazioni che hanno dato forma al disco

Durante il percorso creativo Ed O’Brien consolidò il rapporto con il produttore Paul Epworth, conosciuto grazie ai rispettivi figli. Dopo alcune esperienze musicali condivise, i due iniziarono a lavorare insieme in modo stabile, affiancati dall’ingegnere del suono Riley MacIntyre. Le sessioni si svolsero tra Londra e il Galles, dove molti dei brani presero forma definitiva. Nel progetto entrarono anche altri musicisti. Shabaka Hutchings partecipò dopo una conversazione con O’Brien al Glastonbury Festival dedicata agli strumenti accordati a 432 Hz, frequenza che il chitarrista associa ai suoni della natura presenti anche nelle registrazioni ambientali dell’album. In seguito, durante un viaggio in Estonia, Ed O’Brien incontrò il compositore Tõnu Kõrvits. Dalla loro collaborazione nacquero gli arrangiamenti per archi, eseguiti dalla Tallinn Chamber Orchestra. Il lavoro venne poi completato nello studio The Church di Londra, mentre Flood curò la sequenza dei brani e Ben Baptie realizzò il mix finale.

Un disco aperto a nuove influenze

Blue Morpho raccoglie influenze che si allontanano dal rock tradizionale. Nel periodo della pandemia Ed O’Brien iniziò infatti a interessarsi maggiormente al jazz, anche grazie alle selezioni del DJ Gilles Peterson. L’album alterna momenti differenti. Incantations propone un lungo intreccio tra psichedelia e folk. Teachers introduce elementi trip hop, sostenuti anche dal contributo di Dave Okumu, Yves Fernandez, Dan See ed Eska. Più avanti, Solfeggio sviluppa un’atmosfera sospesa, mentre Obrigado assume il carattere di una riflessione sulla gratitudine e sulla capacità di attraversare le difficoltà. Il disco racconta un percorso di trasformazione più che un punto di arrivo.

Il significato di Blue Morpho

Il titolo dell’album richiama la farfalla Blue Morpho, incontrata da Ed O’Brien durante gli anni vissuti in Brasile. L’immagine rappresenta il cambiamento continuo e riflette l’idea che il percorso creativo non abbia una conclusione definitiva. Lo stesso musicista considera il gruppo di collaboratori coinvolti nel progetto come una nuova famiglia artistica con cui desidera continuare a lavorare. Allo stesso tempo riconosce di sentirsi ancora in fase di crescita come autore, nonostante la lunga esperienza maturata con i Radiohead. Per Ed O’Brien, Blue Morpho rappresenta quindi una tappa di un cammino personale fondato sull’accettazione del presente, sulla ricerca interiore e sulla volontà di continuare a esplorare nuove direzioni musicali. (La redazione)

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