Nao Yoshioka pubblica Self, un album che intreccia neo-soul, R&B, funk e jazz attraverso un percorso di introspezione e ricerca personale. Dopo gli anni trascorsi tra New York e Philadelphia, la cantante giapponese affronta dubbi e cambiamenti con ospiti come Jamila Woods, Mỹ Anh, Bilal e Keyon Harrold.
Self - cover
A vent’anni la cantante Nao Yoshioka lascia Osaka, prende un aereo per l’America e va a studiare il soul nel Paese in cui è nato. Non esattamente un Erasmus a Barcellona: Apollo Theatre a New York, la scena soul di Philadelphia, anni di concerti e una carriera costruita in inglese, fino a Self, il disco che arriva quando la ricerca del “sé migliore” ha finalmente sbattuto contro un muro.
La buona notizia è che Yoshioka ha smesso di fingere che ogni crisi abbia una morale. Self prende neo-soul, R&B, funk e jazz e tramite i variegati ospiti li fa viaggiare da Philadelphia a Hanoi, da Chicago a Tokyo, senza quella fastidiosa ansia da “global sound” che spesso produce musica da lounge di aeroporto. Changes e All I Wish mettono in scena il dubbio con groove impeccabili: perché sì, anche l’autocritica può avere un basso rotondo.
Poi arrivano Jamila Woods in Safe Place e Mỹ Anh in Pieces of Me, due presenze che trasformano l’introspezione in conversazione. Il risultato è meno “io contro il mondo” e più “forse il problema sono io, ma almeno siamo in buona compagnia”: una forma di terapia collettiva decisamente più ascoltabile di qualsiasi podcast sulla mindfulness.
Quando Yoshioka decide di divertirsi, Self diventa ancora più convincente. You Got to Feel It e Heartbeat infilano sax, funk e sensualità dentro una produzione precisa, mentre Shadow, con Bilal, mette in scena il confronto tra luce e lato oscuro: Jung, ma con un beat che avrebbe probabilmente fatto approvare anche a Beyoncé la seduta.
Self non cerca il finale da film Pixar: niente grande epifania, niente “ora sono finalmente me stessa”. In Yet to Come, con la tromba di Keyon Harrold, Yoshioka arriva a una conclusione molto più adulta e molto meno Instagrammabile: imparare semplicemente a stare dentro ciò che si è.
Il 23 settembre 2026 sarà al Blue Note Milano: appuntamento ideale per chi ama il soul contemporaneo, il jazz contaminato e le persone che hanno capito che “trovare se stessi” è un concetto sopravvalutato, soprattutto se nel frattempo si può ballare. (Adaja Inira)
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