The Cramps, arriva Gravest Gravy: registrazioni inedite dalle sessioni del 1977

Esce Gravest Gravy dei Cramps, raccolta di registrazioni realizzate nel 1977 agli Ardent Studios. Il disco recupera versioni inedite, prime registrazioni di brani poi inclusi in Psychedelic Jungle e Weekend on Mars, disponibile in precedenza solo dal vivo.

Gravest Gravy è una raccolta dei Cramps in cui sono state recuperate registrazioni risalenti all’ottobre 1977. I brani, nati durante le sessioni che portarono alla realizzazione di Gravest Hits, sono rimasti conservati per anni su sette bobine da un quarto di pollice. Il progetto restituisce una fase iniziale del percorso della band. Inoltre, racchiude versioni mai ascoltate prima, prime registrazioni di brani poi pubblicati e materiale finora disponibile solo in forma dal vivo.

Le registrazioni del 1977

Le sessioni di Gravest Gravy si svolsero agli Ardent Studios nell’ottobre 1977. I nastri originali erano conservati su sette bobine da 1/4 di pollice. Brian Kehew ha curato il trasferimento delle registrazioni, mentre Henry Rollins ha selezionato i brani destinati alla raccolta. Successivamente, Ian MacKaye e Don Zientara hanno lavorato all’ingegneria del suono presso gli Inner Ear Studios. Il mastering è stato invece affidato a Pete Lyman agli Infrasonic Sound. Il risultato permette di tornare a una fase molto precoce della storia dei Cramps. In quel periodo, la band stava definendo un linguaggio musicale personale. Il gruppo combinava infatti rockabilly, rock strumentale, soul, surf, psichedelia e punk degli anni Sessanta.

Rockabilly, cultura pop e influenze

Il suono dei Cramps nasce dall’incontro tra elementi primitivi del rock’n’roll e riferimenti provenienti da epoche e linguaggi differenti. In particolare, il rockabilly occupava una posizione centrale nella loro ricerca musicale. La band guardava al passato per recuperare materiali e suggestioni della cultura popolare. A questi riferimenti aggiungeva un immaginario legato alla televisione notturna, alle repliche della fantascienza e alla cultura automobilistica. Non mancavano, inoltre, richiami al cinema di exploitation, ai film slasher e all’horror. Questi elementi contribuirono a costruire un universo musicale riconoscibile, nel quale musica e cultura pop si incontravano senza separazioni nette. Gravest Gravy documenta quindi una fase nella quale il gruppo stava già sviluppando quella combinazione di rock’n’roll, ricerca sonora e immaginario culturale che avrebbe caratterizzato il suo percorso.

Brani inediti e prime versioni

La raccolta comprende alcune versioni mai ascoltate prima. Tra queste figura Hungry, brano di Paul Revere and the Raiders. Ci sono poi Problem Child, originariamente registrato da Roy Orbison, e Rocket In My Pocket di Jimmy Lloyd. Il disco presenta anche alcune registrazioni iniziali di brani che sarebbero comparsi ufficialmente nel secondo album della band, Psychedelic Jungle. Tra questi figurano The Natives Are Restless, con un testo differente rispetto alla versione successiva, Can’t Find My Mind e Rockin’ Bones. Inoltre, Gravest Gravy recupera Weekend on Mars. Il brano rappresenta un caso particolare nella storia delle registrazioni dei Cramps, perché prima della raccolta era disponibile soltanto come registrazione dal vivo nell’album The Smell of Female.

Le immagini della raccolta

Anche la veste visiva di Gravest Gravy recupera elementi legati alla storia della band. La fotografia della copertina è firmata dalla fotografa Stephaine Chernikowski, che aveva realizzato anche le immagini della parte anteriore e posteriore di Gravest Hits. La copertina posteriore propone invece una fotografia dal vivo di GODLIS. L’immagine è stata scattata durante un’esibizione al CBGB, catturando la band sul palco nel corso della performance. Le fotografie accompagnano così un progetto che riporta l’attenzione sulle prime registrazioni dei Cramps e sul contesto nel quale il gruppo costruì il proprio linguaggio.

Breve storia dei Cramps

I Cramps furono una band rock statunitense formata nel 1976, rimasta attiva fino al 2009. Nel corso della loro storia, la formazione cambiò frequentemente. L’unica presenza costante fu quella della coppia composta dal cantante Lux Interior e dalla chitarrista Poison Ivy, che accompagnò l’intero percorso del gruppo. Il loro contributo alla musica viene associato alla nascita del psychobilly, genere sviluppato attraverso l’incontro tra elementi del punk rock e del rockabilly. Questa combinazione contribuì a definire il particolare linguaggio musicale dei Cramps e il loro approccio alla tradizione del rock’n’roll. La loro attività si sviluppò quindi lungo più di tre decenni, durante i quali la formazione attraversò numerosi cambiamenti, mentre Lux Interior e Poison Ivy rimasero il nucleo stabile della band.

L’eredità dei Cramps

Nel corso della loro storia, i Cramps hanno occupato un ruolo rilevante nelle vicende del punk e del post-punk. La band ha unito musica e cultura pop attraverso una ricerca personale, costruita su riferimenti molto diversi tra loro. Il loro percorso ha influenzato generazioni successive di musicisti e ascoltatori. La loro musica continua inoltre a raggiungere nuovi pubblici, anche grazie alla presenza di Goo Goo Muck, brano di Ronnie Cook & The Gaylads reinterpretato dai Cramps. La registrazione ha trovato nuova attenzione dopo la sua inclusione nella serie Netflix Wednesday. La produzione ha contribuito a riportare il brano e il repertorio della band all’attenzione di una nuova generazione di ascoltatori. Gravest Gravy è stato pubblicato il 21 agosto 2026. La raccolta aggiunge così un nuovo capitolo alla documentazione discografica dei Cramps, recuperando registrazioni nate quasi cinquant’anni fa durante una fase fondamentale della loro attività. (La redazione)

Reset
CD E VINILI DISPONIBILI SU AMAZON.ITIscriviti al canale Telegram di Musicletter.itIscriviti al canale WhatsApp di Musicletter.it

✓ MUSICLETTER.IT è un sito indipendente di musica, cultura e informazione fondato nel 2005 da Luca D'Ambrosio © Tutti i diritti riservati - 22 Settembre 2026

✓ REDAZIONE MUSICLETTER.IT

La redazione cura quotidianamente articoli, recensioni e approfondimenti sul panorama musicale italiano e internazionale, con particolare attenzione alla musica indipendente, agli artisti emergenti e ai fenomeni culturali contemporanei. Si occupa inoltre di informazione e approfondimento sull’attualità, sulla cultura, sullo sport e su altri temi di interesse pubblico. Il lavoro redazionale segue un approccio informativo, critico e indipendente, con l’obiettivo di offrire contenuti affidabili, aggiornati e di qualità. Musicletter.it collabora con autori, blogger, giornalisti e contributori per raccontare il presente attraverso prospettive diverse, valorizzando la pluralità delle voci e delle esperienze. Per contatti e informazioni: redazione@musicletter.it oppure musicletter@gmail.com.