The Go con Free Electricity: dopo 25 anni esce l’album perduto registrato a Detroit

The Go hanno finalmente pubblicato Free Electricity, l’album a lungo considerato perduto. Registrato al Ghetto Recorders di Detroit nei primi anni Duemila, il disco contiene dieci brani firmati soprattutto da Bobby Harlow. Tra rock, free jazz e sperimentazione, l’album è uscito in tutto il mondo il 4 settembre 2026.

Dopo oltre venticinque anni dalle sessioni di registrazione, The Go hanno finalmente pubblicato Free Electricity, l’album a lungo considerato perduto. Il disco è uscito in tutto il mondo il 4 settembre 2026 e raccoglie dieci brani registrati a Detroit nei primi anni Duemila.

Il lavoro documenta una fase particolarmente creativa della band. Le registrazioni unirono il rock and roll di The Go alle influenze del free jazz e a un approccio aperto alla sperimentazione in studio.

The Go e l’incontro con Jim Diamond

The Go apparvero sulla scena di Detroit nel 1998. Jim Diamond rimase subito colpito dalla band e iniziò a seguirne il percorso. In seguito, gli venne affidata la produzione dei primi due album del gruppo.

Il primo fu Whatcha Doin’. Il secondo fu invece Free Electricity, un lavoro che rimase a lungo fuori dalla disponibilità ufficiale e che nel tempo assunse la reputazione di album perduto.

Dopo alcuni cambi nella formazione, soprattutto al basso e alla chitarra solista, The Go affrontarono un lungo periodo di concerti negli Stati Uniti. Terminato il tour legato a Whatcha Doin’, la band tornò a Detroit con una serie di nuovi brani.

L’obiettivo era registrarli rapidamente. Il gruppo tornò quindi al Ghetto Recorders, lo studio di Detroit dove aveva già lavorato con Diamond.

Registrazioni rapide e molta improvvisazione

Le sessioni durarono circa una o due settimane. The Go registrarono le nuove canzoni suonandole a volume elevato. Molti brani finirono sul nastro dopo appena uno o due take.

L’ambiente dello studio favorì un processo creativo aperto. Le sovraincisioni generarono numerose idee in rapida successione. La band e il produttore svilupparono così i brani senza interrompere il flusso delle registrazioni.

Questa impostazione ebbe un ruolo importante nel carattere finale dell’album. Il lavoro non seguì infatti una formula rigidamente definita. Al contrario, lasciò spazio alle intuizioni emerse durante le sessioni.

Per la title track, Jim Diamond suggerì un approccio diverso dal rock and roll più tradizionale. La chitarra solista rimase costantemente presente. La scelta modificò la dinamica del brano e la avvicinò a quella di un ensemble di free jazz.

Anche il missaggio contribuì al risultato. Il riverbero ampliò l’ambiente sonoro e trasformò la registrazione in un paesaggio più ampio e particolare.

Il free jazz come riferimento

L’influenza del jazz rappresenta uno degli elementi centrali di Free Electricity. Durante quel periodo, i musicisti ascoltavano molto free jazz degli anni Sessanta.

Questa passione si rifletté direttamente nei mix. Alcuni passaggi si avvicinarono così alle atmosfere di Pharoah Sanders e Sun Ra, distinguendosi dalle produzioni rock realizzate nello stesso periodo.

Nel 2000 una simile impostazione poteva apparire insolita. La direzione musicale di The Go seguiva però le influenze che avevano accompagnato la formazione della band.

Tra i riferimenti figuravano The Fugs, Allen Ginsberg, Bonzo Dog Band e Nilsson, insieme ad altri artisti e personalità legati a un’idea di musica e cultura fuori dagli schemi convenzionali.

Cary Loren e John Olson tra gli ospiti

Alle sessioni parteciparono anche Cary Loren, dei Destroy All Monsters, e John Olson, dei Wolf Eyes.

La presenza dei due musicisti contribuì a definire ulteriormente la direzione dell’album. Le loro partecipazioni si inserirono in un lavoro già caratterizzato dalla sperimentazione e dall’apertura verso sonorità differenti.

Tra i brani che emergono dal repertorio di Free Electricity figurano Free Electricity, All Dimensions Are Loose e Secular Century Man. Il disco sviluppa così un percorso nel quale l’energia del rock convive con una ricerca sonora più libera.

La produzione di Matthew Smith

Free Electricity è stato prodotto e mixato da Matthew Smith, mentre Jim Diamond ha curato la registrazione al Ghetto Recorders di Detroit.

La masterizzazione è stata affidata a Jim Kissling, presso Jim Kissling Mastering, sempre a Detroit, Michigan.

Il ruolo di Smith è legato anche alla storia delle registrazioni. Fu infatti coinvolto nella produzione dei primi due album di The Go, entrando così direttamente nel percorso che portò alla realizzazione di Free Electricity.

Dieci brani firmati Bobby Harlow

L’album comprende dieci brani. La maggior parte del repertorio è stata scritta, composta e arrangiata da Bobby Harlow.

Fanno eccezione due tracce. La prima è stata realizzata da Harlow insieme a Dion Fischer. La quinta porta invece anche il nome di Cary Loren tra gli autori.

La struttura del disco riflette quindi il lavoro collettivo svolto durante le sessioni. Alle composizioni della band si aggiungono le idee sviluppate in studio e gli interventi degli ospiti.

Un album rimasto a lungo perduto

La storia di Free Electricity è legata soprattutto al lungo intervallo tra la registrazione e la pubblicazione. Il disco nacque all’inizio degli anni Duemila, ma rimase per anni fuori dalla disponibilità ufficiale.

Le sessioni conservarono però il carattere della band in quella fase. The Go combinarono il proprio approccio al rock and roll con il free jazz, l’improvvisazione e una forte attenzione alle possibilità offerte dal lavoro in studio.

Il 4 settembre 2026, Free Electricity è quindi arrivato finalmente alla pubblicazione mondiale. Dopo una lunga attesa, il disco ha concluso la sua storia di album perduto ed è entrato nella discografia ufficiale dei The Go. (La redazione)

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