David Berman e i Silver Jews: musica, poesia e un percorso fuori dagli schemi

David Berman e i Silver Jews: dalla nascita della band a Hoboken ai primi album, da The Natural Bridge ad American Water e Tanglewood Numbers, fino alla fine del gruppo nel 2009 e al ritorno con Purple Mountains nel 2019. Un percorso tra musica, poesia, scrittura e ricerca personale.

David Berman (1967-2019) è stato il fondatore e l’unico membro costante dei Silver Jews, band nata nel 1989 a Hoboken, nel New Jersey, insieme a Stephen Malkmus e Bob Nastanovich. Il gruppo ha costruito il proprio percorso tra indie rock, country e lo-fi con Berman che ha sviluppato una scrittura sempre più legata alla poesia.

La storia dei Silver Jews si intreccia quindi con quella del loro principale autore: David Berman. Dalla formazione della band agli album più importanti, fino allo scioglimento del 2009, Berman ha mantenuto il controllo della direzione artistica. Nel 2019 è tornato alla musica con il progetto Purple Mountains, poco prima della sua morte avvenuta per suicidio.

La nascita dei Silver Jews

Nel 1989 Berman viveva a Hoboken con Stephen Malkmus e Bob Nastanovich, conosciuti durante gli anni trascorsi all’Università della Virginia. I tre condividevano l’interesse per la musica e avevano già suonato insieme nella band Ectoslavia. Dopo la laurea di Berman in letteratura inglese, il gruppo si trasferì nel New Jersey. Nello stesso anno nacquero i Silver Jews, inizialmente attraverso registrazioni realizzate nell’appartamento che Berman divideva con Malkmus e Nastanovich. La band venne spesso considerata un progetto parallelo ai Pavement. In realtà, la nascita dei Silver Jews precedette quella formazione nella sua configurazione più nota. Il legame tra i due gruppi rimase comunque importante, anche perché Malkmus e Nastanovich facevano parte dei Pavement. Berman lavorò anche come guardiano al Whitney Museum of American Art. L’ambiente del museo e il contatto con l’arte concettuale contribuirono alla sua idea di musica. In quella fase scriveva testi e poesie durante i turni di lavoro, sviluppando una visione personale della canzone.

Una musica tra lo-fi, indie rock e country

I primi lavori dei Silver Jews avevano un’estetica fortemente lo-fi. Le registrazioni erano essenziali e la formazione cambiava spesso attorno a Berman, che rimaneva il principale autore. Il suono si sarebbe poi spostato progressivamente verso il country. Le canzoni utilizzavano spesso strutture semplici, con pochi accordi. Anche la voce di Berman aveva un carattere riconoscibile, tra canto e parlato, con un registro prevalentemente baritonale. Il debutto sulla lunga distanza arrivò nel 1994 con Starlite Walker. L’album permise ai Silver Jews di ottenere attenzione nella scena indie rock. Successivamente Berman lavorò a The Natural Bridge, pubblicato nel 1996. La realizzazione di quest’ultimo disco coincise con un periodo particolarmente difficile per Berman. Il lavoro in studio diventò un’esperienza complessa, mentre la sua difficoltà nel gestire l’idea dei concerti lo portò ancora una volta a evitare il tour.

American Water e la crescita artistica

Il passaggio successivo fu American Water, pubblicato nel 1998. Il disco rappresentò un momento importante per Berman e per l’identità dei Silver Jews. Malkmus tornò a collaborare con lui e il progetto assunse una fisionomia più definita. Berman divenne sempre più riconoscibile come autore e principale guida creativa della band. Il rapporto con i Pavement continuava a influenzare la percezione del gruppo, ma i Silver Jews stavano ormai costruendo un linguaggio autonomo. La scrittura di Berman occupava il centro del progetto e univa immagini quotidiane, riferimenti alla cultura americana e una componente surreale. Nello stesso periodo Berman continuava a lavorare sulla poesia. Nel 1999 pubblicò Actual Air, la sua prima raccolta. Il libro ottenne attenzione e vendette più di 20.000 copie, diventando una parte importante del suo percorso creativo.

La poesia come parte della sua scrittura

Per Berman musica e poesia furono a lungo due attività strettamente collegate. La sua scrittura richiedeva tempo e numerose revisioni. L’autore lavorava sulle parole con grande attenzione, cercando un equilibrio tra immagini astratte, melodie semplici e strutture in rima. Actual Air rimase la sua unica raccolta poetica pubblicata. Berman continuò comunque a scrivere e alcuni suoi testi comparvero su riviste come The Baffler, Open City e The Believer. La componente letteraria rimase evidente anche nelle canzoni dei Silver Jews. I testi potevano partire da situazioni concrete per poi trasformarsi in racconti più strani e imprevedibili. I personaggi, inoltre, prendevano elementi dalla realtà, dalla fiction e dagli archetipi. La scrittura di Berman diventò così uno degli elementi centrali dell’identità dei Silver Jews.

Bright Flight e gli anni più difficili

Nel 2001 uscì Bright Flight, album nel quale comparve anche Cassie Berman, che aveva iniziato una relazione con David due anni prima. I due avrebbero vissuto insieme a Nashville per molti anni. In quella fase Berman affrontò seri problemi legati all’uso di droghe e alla depressione. Le difficoltà personali influenzarono anche la sua attività musicale e contribuirono al tono più cupo di alcune opere. Nel 2003 affrontò un tentativo di suicidio e in seguito intraprese un percorso di riabilitazione. Durante quel periodo si avvicinò anche allo studio dell’ebraismo e della Torah, esperienza che avrebbe avuto un ruolo nella sua vita e nella sua scrittura. La sua attività musicale riprese gradualmente. Nel 2005 i Silver Jews pubblicarono Tanglewood Numbers, con una formazione che comprendeva anche Cassie Berman, Malkmus, Nastanovich, Bobby Bare Jr., Paz Lenchantin e William Tyler.

Il primo tour dei Silver Jews

Per gran parte della storia dei Silver Jews, Berman aveva evitato di esibirsi dal vivo. Dopo Tanglewood Numbers arrivò però una decisione inattesa: la band annunciò il primo vero tour della propria carriera. Nel 2006 i Silver Jews suonarono in Nord America, Europa e Israele. L’attività dal vivo proseguì negli anni successivi e portò il gruppo a esibirsi con maggiore regolarità. La presenza di Cassie contribuì a rendere più sostenibile per Berman l’esperienza del palco. Il suo atteggiamento più tranquillo offriva un punto di equilibrio rispetto alla presenza del cantante e autore. La tournée rappresentò quindi una svolta. Berman, che per anni aveva considerato il palco quasi incompatibile con il proprio modo di lavorare, iniziò a confrontarsi direttamente con il pubblico.

Lookout Mountain, Lookout Sea e la fine della band

Nel 2008 uscì Lookout Mountain, Lookout Sea. Il disco fu il lavoro più venduto dei Silver Jews, anche se ricevette recensioni meno favorevoli rispetto ad alcuni album precedenti. Poco dopo arrivò la decisione di chiudere la storia della band. Il 22 gennaio 2009 Berman annunciò lo scioglimento dei Silver Jews e comunicò l’intenzione di ritirarsi dalla musica. L’ultimo concerto si tenne il 31 gennaio 2009 a Cumberland Caverns, in Tennessee. La performance fu registrata con diverse cineprese in pellicola 16 mm. L’ultima canzone eseguita dal gruppo fu Smith and Jones Forever. Nel 2012 Drag City pubblicò Early Times, raccolta che riuniva EP e singoli realizzati prima dell’esordio Starlite Walker.

Dopo i Silver Jews

Dopo lo scioglimento, Berman si allontanò in larga parte dalla scena musicale. Continuò a dedicarsi alla scrittura e pubblicò nel 2009 il libro di disegni The Portable February. Nel 2012 collaborò inoltre con l’artista tedesco Friedrich Kunath al volume You Owe Me a Feeling. Per alcuni anni rimase lontano dalla musica. Nel 2015 una fotografia pubblicata da Bob Nastanovich sembrò suggerire una possibile reunion dei Silver Jews. L’immagine mostrava la band impegnata in una prova e venne accompagnata dall’annuncio di due presunti nuovi brani. Berman chiarì in seguito che si trattava di uno scherzo. Il progetto Silver Jews, quindi, non ripartì. Berman stava invece lavorando a una nuova fase della propria attività musicale.

Purple Mountains e l’ultimo album

Nel 2019 Berman tornò sulla scena con il nome Purple Mountains. A luglio uscì l’album omonimo, Purple Mountains, realizzato anche con la collaborazione dei Woods e di Dan Auerbach. Il disco segnò un cambiamento rispetto ai Silver Jews. La musica risultava più diretta e convenzionale, mentre i testi affrontavano in modo esplicito temi come isolamento, separazione, morte e delusione. La componente autobiografica era diventata più forte. Rispetto alle opere precedenti, Berman utilizzava meno ironia e meno elementi di dissimulazione. La scrittura puntava maggiormente sulla chiarezza. Il ritorno arrivò però in un momento molto difficile della sua vita. David Berman morì il 7 agosto 2019, poche settimane dopo la pubblicazione di Purple Mountains.

L’eredità di David Berman

Il percorso di Berman attraversa musica e poesia senza separare nettamente i due ambiti. Nei Silver Jews la scrittura ha sempre avuto un ruolo centrale. Le canzoni combinavano strutture musicali essenziali con testi ricchi di immagini, riferimenti culturali e personaggi. Il suono cambiò nel tempo. Dai primi esperimenti lo-fi, il gruppo si spostò verso il country-rock. Berman mantenne però una forte continuità nella scrittura e nella direzione artistica. La sua produzione comprende album, poesie, disegni e collaborazioni. Actual Air rappresenta il principale esempio della sua attività poetica, mentre Purple Mountains costituisce l’ultima fase discografica. I Silver Jews rimangono legati soprattutto alla visione di Berman. La sua capacità di unire scrittura letteraria, canzone e un’estetica musicale essenziale ha contribuito a rendere il gruppo una presenza rilevante nella storia dell’indie rock. (La redazione)

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