
Levante pubblica "Dell’amore il fallimento e altri passi di danza", un album di quindici tracce che osserva l’amore tra desiderio, perdita, nostalgia e incontri. Il progetto riflette sulle relazioni che vacillano, finiscono o non iniziano, tra pop, scrittura cantautorale ed elettronica, memoria, identità e ricerca di sé.
Levante (cover album)
Il nuovo album di Levante, Dell’amore il fallimento e altri passi di danza, esce questo venerdì per Warner Records / Warner Music Italy. Il disco raccoglie quindici tracce e uno speciale cameo della figlia Alma Futura. Il progetto nasce da una ricerca personale sull’amore. Levante ne osserva gli slanci, le contraddizioni e le trasformazioni. Allo stesso tempo, sposta l’attenzione verso ciò che può far vacillare una relazione, interromperla o impedirle di cominciare.
Con Dell’amore il fallimento e altri passi di danza, Levante completa il percorso iniziato con i singoli Maimai, Niente da dire, Dell’amore il fallimento, Sono blu, Sei tu e Malìa. Le canzoni già pubblicate trovano così una collocazione all’interno di un racconto più ampio. Il nuovo album sviluppa infatti una riflessione sulle diverse forme dell’esperienza sentimentale e sui cambiamenti che possono attraversarla. La prospettiva rispetto al passato cambia. Levante non si chiede più che cosa sia l’amore o dove possa condurre, ma osserva le ragioni che possono portarlo a fallire. La domanda riguarda quindi le relazioni che si interrompono, quelle che vacillano e anche quelle che non riescono a nascere.
Il titolo dell’album mette in relazione il fallimento con la danza. L’immagine nasce dall’idea di considerare le storie d’amore come una sequenza di passi compiuti insieme. Una relazione può quindi assomigliare a una danza a due, a una quadriglia o a un ballo di gruppo. Le persone si incontrano, si allontanano e possono ripetere gli stessi movimenti. Alla fine, questo percorso può riportarle davanti a comportamenti già conosciuti. Il concetto attraversa l’intero disco e diventa una chiave per leggere le canzoni. L’amore viene osservato anche attraverso i suoi errori, le sue ripetizioni e i suoi momenti di interruzione. La produzione è affidata ancora ad Antonio Filippelli e Gianmarco Manilardi. Il rapporto artistico con Levante dura da dieci anni e accompagna l’evoluzione della sua musica.
Un altro elemento importante del progetto è l’arancione, colore che attraversa l’immaginario dell’album. La sua presenza non ha guidato fin dall’inizio la scrittura e la composizione delle canzoni. Con il passare dei mesi, però, Levante ha riconosciuto nell’arancione il colore più vicino al lavoro. La tonalità assume diversi significati e richiama energia, creatività, avvertimento, protezione e trasformazione. Il colore diventa così una sorta di filo conduttore visivo. L’arancione accompagna i momenti di passaggio e le trasformazioni raccontate nel disco, collegando la dimensione musicale a quella grafica.
Lo stesso colore compare nella copertina, che introduce anche un cambiamento nella rappresentazione di Levante. Per la prima volta, infatti, la cantautrice non appare in una dimensione esclusivamente individuale. Attorno a lei trovano spazio amori, amici, collaboratori e compagni di viaggio che hanno accompagnato la nascita del progetto. Le diverse figure formano una piramide umana. Le pose e gli equilibri della composizione richiamano una danza. L’immagine riprende quindi uno dei concetti centrali dell’album e lo traduce in una rappresentazione collettiva. La copertina amplia così il significato del disco: l’amore non riguarda soltanto chi lo vive, ma anche le persone e le relazioni che ne accompagnano il percorso.
Nel corso delle quindici tracce, Levante attraversa il desiderio, la perdita, la nostalgia e la meraviglia degli incontri inattesi. Il disco affronta inoltre la memoria, l’identità e la ricerca di sé. Le diverse esperienze confluiscono in un racconto dedicato all’amore nelle sue molteplici forme. Non emerge quindi una sola prospettiva, ma un insieme di situazioni e sentimenti che contribuiscono alla costruzione dell’album. Sul piano musicale, la scrittura cantautorale resta centrale. Accanto a questa componente trovano spazio pop contemporaneo, aperture elettroniche, momenti più intimi e passaggi più ritmici. Le diverse sonorità accompagnano così i cambiamenti del racconto. La dimensione musicale segue le variazioni emotive delle canzoni senza allontanare l’attenzione dalla scrittura di Levante.
Tra i brani del disco c’è Abissale, che affronta le radici più profonde della storia personale di Levante. La canzone trasforma una ferita intima in un momento particolarmente esposto del racconto. A metà dell’album arriva inoltre uno speciale cameo della figlia Alma Futura. La sua voce introduce una pausa nel percorso e crea un passaggio tra le diverse parti del disco. La presenza di Alma Futura assume quindi una funzione particolare all’interno della struttura dell’album. Il suo intervento si colloca in un punto di passaggio e contribuisce a collegare le differenti traiettorie del racconto.
Dell’amore il fallimento e altri passi di danza sviluppa una riflessione sulle relazioni partendo da una prospettiva precisa. Il centro del racconto non è soltanto l’amore che nasce, ma anche quello che cambia, si interrompe o non riesce a cominciare. Le quindici tracce seguono questa ricerca attraverso esperienze personali, memoria, desiderio e perdita. La musica alterna momenti più intimi e passaggi ritmici, mantenendo la scrittura al centro del progetto. Il nuovo lavoro di Levante completa così il percorso iniziato con i primi singoli legati al progetto e ne amplia i temi. L’amore diventa una materia da osservare attraverso i suoi incontri, le sue trasformazioni e anche i suoi fallimenti. (La redazione)
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