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Giorgio Li Calzi – Organum (2011)

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La moltiplicazione di Giorgio Li Calzi sulla copertina del cd del musicista e compositore torinese “Organum(Fonosintesi/Egea) potrebbe ben rappresentare le diverse facce di un lavoro che merita di figurare, come sta capitando, fra tante liste del meglio uscito in Italia nel 2011. Giunto all’ottavo lavoro discografico Li Calzi ha viaggiato con la sua lirica e atmsoferica tromba su una rotta immaginaria che collega David Sylvian a Mark Isham passando attraverso Aphex Twin, con grande attenzione alla qualità dei suoni ed alla composizione, sempre affidata solidamente all’elettronica. Al primo filone appartengono i tre pezzi cantati, splendidi esempi di ballate elettroniche, “Eyes wide opes“ e “Exist” animate dalla voce della cantante inglese Hayley Arkel e in un caso, “The truth of a chinese whisper”, da uno dei protagonisti della new wave britannica degli anni ’80, Thomas Leer. In altri casi, “Poesia in forma di prosa”, “24 Psychosis”, “Zapaterista” prevalgono ricche tessiture strumentali, con climax che a tratti richiamano un’impronta progressive, mentre ancora in un terzo ambito “Madonna delle lamiere”, “Das Unheimliche”, “Homo Zentropicus”, troviamo il dominio delle macchine, con ritmi e rumori elettronici a fare da base allo strumento di Li Calzi in una veste più incline alla sperimentazione. Curiosamente il disco ha ricevuto le maggiori attenzioni dal mondo del jazz, in virtù dei trascorsi e dello strumento suonato da Li Calzi e della presena sul disco di jazzisti quali il chitarrista Roberto Cecchetto; in realtà “Organum” si fa apprezzare proprio per la capacità di attraversare con originalità e qualità diversi generi senza farsi incasellare in nessuna categoria particolare. Dal punto di vista della genesi del lavoro, come riassume il suo autore, il disco, intitolato Organum per richiamare la diafonia, una forma musicale medievale, rivolta a organizzare, con la scrittura, due voci, è invece un album con due voci, due anime: “da una parte il lavoro con un gruppo di musicisti fuoriclasse con cui suono da anni, spiega Giorgio, e dall’altra, il lavoro preparato in solitudine con l’intervento di ospiti virtuali, cioè che non conoscevo ancora quando sono state registrate queste tracce taglia e cuci tra il mio computer a Torino, e il computer di Hayley Alker, strepitosa cantante di Portsmouth (UK), la voce di Thomas Leer, i Marconi Union di Manchester, paladini dell’ambient minimale inglese contemporanea, i pompeiani Retina.it, e il londinese Douglas Benford, tra i più quotati sperimentatori dell’elettronica internazionale attuale”. L’esito complessivo del lavoro non ha nulla da invidiare a produzione internazionali molto più blasonate , ed in questo caso siamo di fronte ad uno sforzo interamente autogestito e ad un esempio illuminato di nuova distribuzione musicale: “Organum “ si può acquistare a prezzo contenuto in formato digitale oppure in cd direttamente dall’autore sul suo sito. (Andrea Baroni)

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