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Emidio Clementi ci parla del nuovo album dei Massimo Volume | Il nuotatore

Massimo Volume
Il primo febbraio prossimo sarà pubblicato da 42 Records il nuovo lavoro discografico dei Massimo Volume. L’album si intitola Il nuotatore ed è il settimo album realizzato in studio dalla formazione bolognese che vede nuovamente protagonisti Egle Sommacal, Emidio Clementi e Vittoria Burattini.

Il nuotatore, che arriva a sei anni di distanza da Aspettando i barbari, è stato annunciato come un disco essenziale incentrato esclusivamente su voce, basso, batteria e tante chitarre, senza l’ausilio di elettronica, tastiere e sintetizzatori e artifici simili.

Non ci resta quindi che attendere l’uscita. Nel frattempo, però, abbiamo rivolto allo storico leader della band, Emidio Clementi, una sola domanda per capire qualcosa in più su questo nuovo disco “scarno, minimale, eppure molto caldo”.

I Massimo Volume saranno in tour in Italia per presentare Il nuotatore, prodotto da Giacomo Fiorenza, a partire dal 20 febbraio (vedi qui). (La redazione)

Intervista a Emidio Clementi di L.D.
Massimo Volume
Cosa significa per te questo nuovo disco e come ci si sente nel muoversi (anzi, per restare in tema, “nuotare”) nell’attuale ambiente musicale?

La gestazione del disco è stata lunga, in mezzo ci sono state tante cose. Il materiale si è trasformato, altri spunti li abbiamo abbandonati. Volevamo un disco sintetico, compatto, ritmicamente seducente. Il risultato finale ci soddisfa. È in fondo il disco che volevamo.

Dal punto di vista dei testi trovo che le canzoni siano affollate di personaggi, alcuni reali, altri immaginari. Per la prima volta ho aspettato che le atmosfere musicali fossero delineate prima di cominciare a scrivere. Questo mi ha aiutato a modellare meglio le parole sulla musica.

Finite le registrazioni mi sono reso conto che c’erano temi che ricorrevano. Il disco parla di desiderio, di paura, di una realtà che spesso mostra lati oscuri, o perlomeno imprevisti.

Riguardo all’ambiente musicale e a come il disco possa essere accolto, non ci siamo fatti troppe domande. Ogni disco vive di una vita propria, che spesso va al di là di quelli che sono i gusti del momento. Confrontarci con il presente ci ha sempre stimolato, anche perché in quel presente ci siamo anche noi. (Emidio Clementi)

Emidio Clementi

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