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Mons – Non può piovere per sempre, 2019 | Recensione

Mons - Non può piovere per sempre, 2019
Ascolto fresco e di chiare tracce californiane questo esordio torinese a firma dei Mons, giovane band del territorio che ha affilato le unghie con cover e concerti di provincia ma anche e soprattutto su palchi importanti – tra tutti citerei il Fiat Music, il Teatro Ariston di Sanremo e il Festival Collisioni di Barolo. Ma anche tanto altro che ovviamente ha portato nelle ossa dei Mons una pulizia di suono e una coerenza estetica che si sente tutta in ogni angolo di questo mini disco di appena 6 brani dal titolo Non può piovere per sempre, grandissima citazione per noi adolescenti cresciuti anche (e non solo) con un film come Il Corvo.

Californiano dicevo di questo stile, molto fusion soprattutto in quel cocktail che arriva da basso, synth e batteria, niente di mai confuso e tutto a suo posto rilasciando anche una vena aggressiva e ben definita nei suoni di drumming (belli i riverberi) che tanto ci piace a noi italiani e soprattutto tanto groove danno a questi brani che sono dolci e posati, di liriche adolescenziali, di un amore di provincia e di una rivalsa personale quotidiana – da qui anche il titolo del disco o la bellissima traccia, forse la più “rock” del disco titolata Scappa.

In bilico tra quel sound acustico e gustosi interventi digitali “lounge”, un sound di luci soffuse e di impalcature vocali che inevitabilmente strizzano l’occhio al pop nostrano ma anche al rap e all’R’n’B di stile americano. E se brani come L’ultima volta sfoggiano quel funk che tanto piacerebbe a uno come Nile Rodgers, è anche vero che la chiusa della tracklist affidata a Nessuno sente si colora di quel pop spazioso che a tratti si affida alle soluzioni più popolari della musica leggera italiana ma neanche decide di piegarsi sempre alla comodità cercando la sua personalità dentro anche un drumming digitale per niente banale.

Esordio interessante, esordio a suo modo sociale, opera prima che forse pecca ancora di debolezze estetiche ma ha una maturità nei suoni e nelle intenzioni che davvero sento di sottolineare. Un disco che ascolterei molto volentieri in vinile. (Alessandro Riva)

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