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Pia Tuccitto – Romantica io, 2020 | Recensione

Pia Tuccitto - Romantica io, 2020
Mi ritrovo finalmente ad ascoltare con attenzione la voce e il rock melodico di Pia Tuccitto, artista che ho sempre incrociato dentro le cronache discografiche ma che non ho mai avuto occasione di approfondire. E subito mi rendo conto di quanta carriera ci sia a suo nome.

Romantica io arriva in un momento di nuova rinascita della rocker emiliana, almeno questo mi arriva forte al cuore e alle orecchie: liberazione da vincoli e da obblighi discografici che sembra significare anche libertà espressiva, verità artistica… ingredienti che fanno di questo lavoro forse uno dei più intensi della sua carriera.

Ritrovo tracce del suo passato in brani che in qualche modo sempre hanno avuto l’occasione di arrivare all’orecchio anche dei meno fedeli, come My Radio, 7 aprile o la famosissima E… cantata da Vasco Rossi nel 2004. Ma è anche il momento di parlare delle nuove scritture, da Tu sei un sogno per me che stringe un filo conduttore con lo spettacolo ioelei (reading canzone) condotto con Federica Lisi o la titletrack Romantica io che gioca subito le sue carte: “Io per amarti ti ho lasciato suonare la mia chitarra da rocker” frase che in qualche modo trovo di una potenza fotografica dell’intero leitmotiv del disco.

Brani che tradiscono una bellezza romantica, di dolcissimo pop come Perché tutto muore in cui è inevitabile il rimando alle belle voci melodiche della canzone italiana ma che nel DNA e nello sviluppo si concedono il lusso delle distorsioni e di quel drumming ruggente che non lascia spazio ad altre interpretazioni di stile.

Altrettanto inevitabili sono i rimandi alla “scuola emiliana” del rock ma trovo anche attraenti alcuni fuoripista come le basi su cui si poggiano i suoni di “Sto benissimo” o quel fascino orchestrale tutto italiano di Stupida per te. Ma sono scritture come Quante volte sono da sola con te che segnano a fuoco la vera natura di una rocker come Pia Tuccitto.

Tutto questo significa libertà: quando dentro mille forme apparentemente diverse non può non rendersi riconoscibile lo stile e la penna. In ultima istanza segnalo anche i disegni di copertina e di tutto l’artwork: l’opera titolata “la rocker”, altra faccia della mano artistica di Pia Tuccitto. (Alessandro Riva)

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