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Global Music Report 2019: cresce sempre di più lo streaming, cala ulteriormente il mercato del “disco fisico”

I ricavi totali per il mercato globale della musica registrata del 2019 sono cresciuti dell’8,2%, arrivando a quota 20,2 miliardi di dollari.

Ieri, 4 maggio 2020, la Federazione dell’Industria musicale italiana ha diffuso un’analisi completa del mercato discografico globale dell’anno appena passato. Lo studio – o meglio il Global Music Report – è stato condotto dall’International Federation of the Phonographic Industry, l’organizzazione che rappresenta l’industria discografica nel mondo.

 «Il report descrive i risultati per il 2019 e riflette il successo del lavoro e degli investimenti dei creatori di musica, dalle case discografiche agli artisti attraverso tutta la filiera. È importante sottolineare che la solida base che abbiamo costruito negli ultimi anni ha contribuito a far crescere il 2019. Mentre i numeri positivi del report sono un’istantanea dell’attività dell’anno scorso, la pandemia da COVID-19 presenta sfide inimmaginabili solo qualche mese fa. Di fronte a questa tragedia globale la comunità musicale si è tuttavia unita dietro gli sforzi per sostenere le persone colpite: questa resta una priorità fondamentale, poiché le case discografiche lavorano per continuare a supportare le carriere di artisti, musicisti e dipendenti in tutto il mondo.» (Frances Moore, CEO di IFPI) 

I ricavi totali per il mercato globale della musica registrata del 2019 sono cresciuti dell’8,2%, arrivando a quota 20,2 miliardi di dollari. 

Il merito è dello streaming cresciuto del 22,9% – segnando 11,4 miliardi di dollari – che per la prima volta ha rappresentato oltre la metà (56,1%) dei ricavi musicali registrati a livello mondiale: tale crescita ha più che compensato il calo del -5,3% del segmento fisico, un ritmo tuttavia più lento rispetto al 2018. 

Questa crescita è stata trainata da un aumento del 24,1% degli abbonamenti a pagamento con quasi tutti i mercati che hanno registrato una crescita in questo settore. Alla fine del 2019 c’erano infatti 341 milioni di utenti di servizi di streaming a pagamento (+ 33,5%), che rappresentava il 42% delle entrate totali della musica registrata.

Il trend positivo è stato d’altronde confermato anche dal mercato nazionale, che ha chiuso il 2019 con una crescita complessiva dell’8% e un valore di 247 milioni di euro: il risultato più felice degli ultimi cinque anni, sostenuto soprattutto dallo streaming, che ha segnato +26,7%.Ma se il lavoro e gli investimenti delle case discografiche hanno continuato a guidare la crescita dinamica in diversi mercati nel 2019, adesso la crisi dell’emergenza sanitaria sta colpendo duramente e in maniera trasversale il settore e le comunità musicali di tutto il mondo, prospettando scenari devastanti.

Questo è quanto riportato e divulgato dalla FIMI circa il mercato discografico mondiale del 2019. Del resto, come ha accennato Luca D’Ambrosio nel suo libro Musica migrante, è in corso una “mutazione antropologica”. (La redazione)

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