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“Non è un problema” è il disco d’esordio di Gregorio Mucci

In questo primo lavoro di Gregorio Mucci il passato porta con se la firma di tanti nomi, da quella voce un poco maleducata di Rino Gaetano e un poco sofferta di tantissimi altri che edulcoravano il genere, da una new-wave che mi riporta le nostalgie di Garbo (e solo a quelle) al funk elettronico di mille colori accesi che potevo anche ritrovare nelle ballate iper-disco dance degli 883.

Da tempo siamo immersi in una “retromania” importante derivante forse anche da pochi stimoli che il presente dovrebbe regalarci. Si cerca di macchiarsi di “futuro” ma alla fine è sempre il passato che torna.

E in questo primo lavoro di Gregorio Mucci il passato porta con se la firma di tanti nomi, da quella voce un poco maleducata di Rino Gaetano e un poco sofferta di tantissimi altri che edulcoravano il genere, da una new-wave che mi riporta le nostalgie di Garbo (e solo a quelle) al funk elettronico di mille colori accesi che potevo anche ritrovare nelle ballate iper-disco dance degli 883.

Insomma c’è un mondo che tra l’altro mi piace assai dentro Non è un problema, primo EP che esce per Agnus Records. Ma nostalgie ed edulcorazioni a parte, dietro distorsioni di chitarre molto “newyorkesi”, dietro incisi sempre ben curati con soluzioni e chiuse per niente banali – e tra questi svetta il come risolve la scrittura un brano come Meglio morire – ahimè trovo sempre una matrice già sentita che mai trova una sua personalità.

Il punto “peggiore” par essere E aspetto te dove in pieno il cliché riprende quello dei Thegiornalisti che a sua volta sono eterni portatori sani di cliché altrui.

E se Bambola gonfiabile girata e stravolta potrebbe apparire – nel design s’intenda – un brano di Graziani, direi che nel tutto un poco “disturba” questo “volgarismo” accentuato, dai titoli, alle liriche come anche nella copertina.

Un eccessivo accentrare l’attenzione su argomenti di facile consumo popolaresco che però finiscono per deteriorare e distrarre (soprattutto) dalla serietà del progetto. E non sono ne bigotto ne moralista, anzi… Insomma, un bel disco a cui però manca la sua personalità. Quella degli altri la ritrovo facilmente. (Alessandro Riva)

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