
I Protomartyr pubblicano Hotel Usona, il settimo album in studio, registrato con il produttore Dave Fridmann ai Tarbox Road Studios di New York. Tra post-punk, nuove influenze musicali e testi dedicati all'intelligenza artificiale, alle deportazioni e al patriottismo, il gruppo di Detroit racconta le inquietudini dell'America contemporanea.
I Protomartyr tornano con Hotel Usona, il loro settimo album in studio, pubblicato il 25 settembre 2026 da Domino Recording Co. Ltd. Registrato con il produttore Dave Fridmann ai Tarbox Road Studios, nello Stato di New York, il disco affronta le tensioni e le paure del presente attraverso il linguaggio del post-punk.
Nel corso degli ultimi vent’anni, i Protomartyr hanno costruito un percorso musicale incentrato sugli aspetti più difficili dell’esperienza umana. La band di Detroit esplora temi come la paura, la tristezza, il disgusto, l’imbarazzo e la rabbia, senza evitare le contraddizioni che caratterizzano la società. Con Hotel Usona, il cantante Joe Casey immagina gli Stati Uniti come un albergo invecchiato. Ogni brano rappresenta una stanza occupata da un ospite problematico, metafora di una questione irrisolta o di una tensione collettiva. La scaletta attraversa così diversi aspetti della realtà americana. Sounds We Cannot Hear affronta la paralisi della vita moderna, mentre Feed the Sewer si confronta con l’intelligenza artificiale. Third Country guarda alle deportazioni e Exalted Eagles alle distorsioni del patriottismo. Altri brani affrontano la violenza, come The Knife Dream, oppure chiamano in causa figure della politica statunitense, come nel caso di Converts, dedicata a JD Vance. Infine, Checking Out esplora il peso emotivo che accompagna la paternità, anche in un contesto storico difficile. L’album restituisce un’immagine degli Stati Uniti attraversati da profonde tensioni politiche e sociali, con uno sguardo critico sulle derive autoritarie e sulle contraddizioni del presente.
Sul piano musicale, il chitarrista e polistrumentista Greg Ahee, che ha curato anche la coproduzione, amplia il vocabolario sonoro del gruppo. Il disco accoglie suggestioni provenienti dal Medio Oriente e dall’esotica degli anni Cinquanta, inserendole in una scrittura che alterna inquietudine e momenti di apertura. Il lavoro di produzione di Dave Fridmann, noto per le collaborazioni con artisti come Nick Cave, MGMT e The Flaming Lips, contribuisce a rendere il suono più concreto e incisivo. In particolare, la batteria di Alex Leonard assume un ruolo centrale nel costruire la tensione dei brani. Alle registrazioni partecipa anche Jon Fridmann, figlio del produttore, con parti di fiati. Il risultato mette in relazione atmosfere cupe e aperture musicali, mantenendo al centro l’identità post-punk della band. In questo equilibrio, i Protomartyr sviluppano un lavoro che lega le scelte sonore ai temi affrontati nei testi.
I Protomartyr sono Joe Casey alla voce, Alex Leonard alla batteria, Scott Davidson al basso e Greg Ahee alla chitarra e agli altri strumenti, oltre che alla coproduzione. Registrato ai Tarbox Road Studios nello Stato di New York, Hotel Usona è uscito il 25 settembre 2026 per Domino Recording Co. Ltd. Il settimo album in studio prosegue il percorso del gruppo di Detroit attraverso una combinazione di post-punk, nuove influenze e riflessioni sulle tensioni del mondo contemporaneo. (La redazione)
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