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The Notorious B.I.G. / Frank Sinatra – Blue Eyes Meets Bed Stuy (2006)

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Tutti e due di New York, tutti e due ottimi donnaioli: le similitudini sono finite qui. Per il resto uno era magro, l’altro grasso. Uno bianco, l’altro nero. E come se non bastasse, uno era talmente borghese da frequentare i Reagan, l’altro talmente proletario da frequentare i bassifondi di Brooklyn, dedicarsi allo spaccio e finire persino in galera. Bello o brutto che sia questo disco, la prima cosa da dire è che gli autori non ci aiuteranno a commentarlo. Infatti ChristoferThe Notorious B.I.G.Wallace e FrankOl’ Blue EyesSinatra sono morti e sepolti da un pezzo. Sembrano un artista del passato e uno del futuro, ma sono morti entrambi alla fine degli anni novanta. Finita l’esposizione delle proprietà geometriche passiamo alla domanda principale che sorge spontanea. Chi è il responsabile dell’opera? Chi ha avuto il coraggio di prendere le parti vocali migliori della carriera dei due pesi massimi? Chi ha creato il tappeto sopra al quale due voci di tale caratura sfoderano al meglio le proprie saporite caratteristiche? Due sconosciuti. Vi presento DJ Cappel & Smith. Le voci di due star della musica moderna assemblate e amalgamate da due ragazzi americani qualunque nel garage di casa, proprio così. Eppure l’opera ha avuto una diffusione mondiale incontestabile, merito del web più che della casa discografica, evidentemente. Ne vale la pena nonostante questo, o forse proprio per questo. Il disco è tanto casereccio quanto dignitoso. Ce n’è per tutti i gusti: strofe allegre e meno allegre, atmosfere malinconiche, oscure, aggressive. Ad ogni modo prevalgono le basi strumentali: il vero protagonista è un pianoforte abbastanza rilassante nonché raffinato, quasi da sottofondo. L’atmosfera è classica, forse più vicina ai dischi di Sinatra che a quelli di B.I.G. Fa eccezione l’elettronica “Hipnotize U – Little Green Apples”, fresca e giovanile; a dire il vero c’entra poco con le discografie di entrambi. Nel complesso un album pieno di qualità adatto sia ai novizi del genere che agli esperti navigati, privo peraltro di episodi davvero deboli. L’espressione “tra le righe” non è fuori luogo per definire il lavoro dei due DJ, che osano poco e non inventano niente di nuovo. Del resto di fronte alla sfida più difficile si sono tirati indietro: manca “My Way”, forse li avrebbe fatti sprofondare nel ridicolo, forse non era adatta. Ad ogni modo darsi dei limiti entro cui agire non è sbagliato: il rischio di fare un’accozzaglia era dietro l’angolo, ma per fortuna hanno saputo evitarlo egregiamente. Qualcuno più ambizioso e con la marcata volontà di rivendicare il suo stile particolare avrebbe probabilmente fatto di peggio: avrebbe insomma fatto “il danno”. Ricapitolando tutto quanto: B.I.G. e Sinatra, nessuno ha gridato allo scandalo! (Giovanni Fabbrini)

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