Il ritorno dei Black Mountain con IV. Tra hard rock e psichedelia.

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I Black Mountain sono delle celebrità di Vancouver, Canada, una delle rock band più importanti della propria generazione e tra le più rispettate del continente nordamericano. Attivi dal 2004, hanno pubblicato a oggi tre album (Black Mountain nel 2005, In the Future nel 2008 e Wilderness Heart nel 2010) oltre al nuovo IV, in uscita il primo aprile per Jagjaguwar Records.

Con IV i Black Mountain hanno puntato alto e vinto grazie ad un album dal suono monolitico. La nuova creatura dei Black Mountain è costruita su un binomio di tirate proto-metal e mantra psichedelici capaci di riaccendere la miccia del rock anni ’70 che i nostri avevano alimentato già con l’ultimo prodigioso Wilderness Heart. Oramai il campo da gioco della formazione canadese è quello dei grandi eroi del rock, delle divinità Black Sabbath, Blue Oyster Cult e Uriah Heep, e questo nuovo disco testimonia l’elevato livello di songwriting raggiunto da Stephen McBean, Jeremy Schmidt, Brad Traux, Amber Webber e Joshua Wells.

IV si apre con il riff da antologia heavy metal di Mothers of the Sun, procede con la cavalcata lisergica di Florian Saucer Attack, i synth kraut rock di I Can Dream, la ballad glam Cemetery Breeding e i nove minuti cosmici di Space to Bakersfield. L’album è stato registrato presso gli Avast! di Randall Dunn, storico collaboratore di Sunn O))), Wolves in The Throne Room e Marissa Nadler e mixato con lo stesso desk che ha dato forma al mitico Billion Dollar Babies di Alice Cooper. (Fonte: Goodfellas)



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