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Monster Magnet – Mindfucker, 2018 | Recensione


Dave Wyndorf dice di aver scritto il materiale per il nuovo album con due cose bene in mente: la band che le doveva suonare e il pubblico che doveva ascoltarlo.

Dichiara pure, ma questo lo fanno tutti, che “il nuovo album è il migliore disco che abbiamo mai fatto”. Che è la prima frase imposta da qualsiasi etichetta discografica come clausola del contratto, a qualsiasi latitudine del globo.

Solo che stavolta Wyndorf ci ha azzeccato, o quasi. Mindfucker non è infatti il loro miglior album ma è certamente il miglior disco dei Monster Magnet dai tempi ormai lontani di Dopes to Infinity.

Nonostante qualche tuffo nei soliti luoghi comuni del Monster-sound (I’m God, ad esempio), Mindfucker riesce ad infondere nella musica del gruppo del New Jersey uno strepitoso groove rock ‘n’ roll.

Naturalmente innestato nella carcassa fumante tipica della band. Però il ritorno a certe fumose atmosfere detroitiane, garage e hard-psych degli esordi sono tangibili in molti passaggi dell’album. Al punto che non mi stupirebbe se pezzi come Rocket Freak, All Day Midnight, Brainwashed o Ejection piacessero a chi ha amato come me band come Plan 9, Miracle Workers, Fuzztones o Morlocks.

Perché, pur provenendo da pianeti diversi, alla fine sembra che l’astronave dei Monster Magnet atterri più o meno consapevolmente in una pista non molto distante da quelle in passato utilizzate come atterraggio di fortuna proprio da quelli, soprattutto a metà carriera.

Ovviamente è la variante metallica di quel suono e chi si avvicinasse oggi (ma pure ieri e l’altro ieri) al magnete speranzoso di trovare chissà quale purezza d’approccio resterà con i suoi stivaletti a punta impigliato fra le sue spire. Così come lo rimarrebbero del resto i metallari.

Perché, costruttivamente parlando, i Monster Magnet non ne hanno mai sposato lo stile, limitandosi ad imitarne le pose. Si sono appiattiti, questo si, su un cliché. Da cui questo lavoro cerca in qualche modo di tirarli fuori in maniera credibile. (Franco Dimauro)

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