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I Banana Joe con Supervintage: tra noise, psichedelia e indie italiano | Recensione


Eccoci a favore di psych/noise americano e indie italiano, vento caldo di ruggine e distorsione come si deve. Ascoltando questo primo disco dei Banana Joe, trio genovese che non cede alla comodità del digitale ma suona e consuma il suono sulla propria pelle, percepisco il bello delle melodie e il ruvido dell’underground.

Certamente in studio questo disco si fa ricco di abbellimenti ma penso proprio che con un lavoro simile si torni finalmente a quel rock puro di matrice punk e di sapore italiano che tanto mi piace. Si intitola Supervintage ed è un titolo che appunto vuole restituire un’immagine metaforica a questo concetto: proiettati come siamo al presente tecnologico in cui, paradossalmente, torna di monda il vintage, i nostri genovesi pensano che il futuro prossimo sia qualcosa di supervintage, cioè di un vintage moderno in cui – speriamo – si torni a suonare musica e a farla scaturire dal nostro intimo, sporco, sudato e perché no anche romantico come fanno i nostri Banana Joe.

Una tracklist di 8 inediti che suonano di quel rock dei garage e della provincia sotto la pioggia, industrializzata, suburbana, Un disco di energia fresca e buona. Supervintage non si vieta neanche la bella melodia pop che troviamo in brani come Neve o quel sex appeal un poco inglese che troviamo in Queen dei cofani forse un momento del disco davvero di antiche radici beatlessiane.

E con Vodkamania il rock dei B.J. diviene particolarmente maturo di colori internazionali, distesi che quasi lasciano immaginare una versione più urban degli U2 per quanto l’italiano riporta alle abitudini conosciute. Sottolineo con molto interessa l’ultima traccia: parliamo di Omertse, una parola che deriva da omertà. Unico strumentale del disco che vede la partecipazione di Fabio Cuomo: lisergico e acidissimo tappeto sonoro di dissonanze e tuoni elettrici che appena si addolciscono con tappeti che io sentirei bene se fossero stati di hammond.

I Banana Joe fanno un esordio interessante, di provincia, di verità rock assolutamente istintivo e libero da etichette. Attendiamo il disco della conferma ma soprattutto della maturità. A ora manca forse quel carattere che sia totalmente identificativo. (Alessandro Riva)

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