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L’hip hop di Rejecto con l’album “Prima, durante e… dopo”

Una via di mezzo tra gangsta rap e conscious hip hop, condito qua e là da loop elettronici e inserti pop che fanno di questo disco un esordio godibile e ben arrangiato, ma allo stesso tempo ruffiano.

Per ora di Rejecto non si sa nulla, tranne che il 15 gennaio 2021 ha dato alle stampe questo suo primo lavoro sulla lunga distanza dal titolo Prima, durante e… dopo?, realizzando una sorta di hip hop dal flow piacevole e accattivante.

Una via di mezzo tra gangsta rap e conscious hip hop, condito qua e là da loop elettronici e inserti pop che fanno di questo disco un esordio godibile e ben arrangiato, ma allo stesso tempo ruffiano.

Ruffiano soprattutto per via del modo in cui Rejecto affronta certe tematiche, frullando all’interno gli argomenti più disparati: da “liberate Assange” alla mercificazione di ogni valore umano e culturale, dalle disuguaglianze sociali ed economiche alla fame nel mondo, dalla politica alla religione, dall’amicizia al disagio personale.

Tutti argomenti leciti e importanti, per carità, ma serviti o, meglio ancora, raccontati in maniera fin troppo inflazionata, ovvero senza quel quid capace di fare la differenza e in grado di fare esplodere davvero la passione e la rabbia che un artista ha dentro di sé.

Con Prima, durante e… dopo? il più delle volte sembra di trovarsi di fronte a cose già abbondamene sentite da Caparezza, Frankie hi-nrg e perfino Rocco Hunt, per restare in ambito italiano.

Più che soddisfacente invece sono i suoni dell’album che si muovono abilmente tra old school rap ed elettropop, dimostrando che Rejecto – che non è Liberato – sa districarsi con abilità e conoscenza in ambito musicale, anche se poi il risultato finale non fa gridare al miracolo. Insomma: il groove e le intenzioni ci sono, ma il dissenso è ancora lontano. (Angelina Magnani)

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