Punk, psichedelia e art rock nell’album di debutto della newyorkese Taraka

Pubblicato l’8 ottobre 2021 da Kanine Records, «Welcome to Paradise Lost» dà libero sfogo alla newyorkese Taraka che in certi passaggi sembra mescolare l’art rock di Kate Bush con il punk di Johnny Rotten.

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Dopo lo scioglimento del leggendario gruppo psycho-dance Prince Rama, l’ex leader Taraka si è buttata a capofitto nell’oscuro mondo esistenziale della sua “adolescenza interiore”, fondendo elementi di outsider-psych, grunge post-edenico, punk caleidoscopico e post-adolescenziale. Il risultato è questo psichedelico e ansiogeno album di debutto Welcome to Paradise Lost.

Hai mai provato a scappare dalla tua camera da letto, ma ti senti come se stessi ancora dormendo? Hai mai provato a svegliarti, ma ti ritrovi di nuovo nel sogno? Hai mai provato a toglierti la maschera, ma ne compare un’altra sotto di essa? Hai mai provato a consultare il tuo io interiore, ma dentro la tua pelle c’è solo un cadavere in decomposizione? Ti sei mai sentito come se ogni sentiero che prendi fosse solo un altro nastro di Möbius che ti riconduce al punto di partenza? Congratulazioni, benvenuto a Psychocastle.

Taraka

Con questo esordio da solista, la musicista e cantante di New York cerca una via di fuga dalla noia e dalla disillusione, allontanandosi da certe atmosfere dance tipiche dei Prince Rama, preferendo invece sonorità lo-fi più sporche ed elettrizzanti.

Pubblicato l’8 ottobre 2021 da Kanine Records, Welcome to Paradise Lost dà libero sfogo alla newyorkese Taraka che in certi passaggi sembra mescolare l’art rock di Kate Bush con il punk di Johnny Rotten. (La redazione)

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